Addio pesca libera alle sarde di lago, è la prima volta
LA NOVITÀ . Cambiamenti climatici e il vorace pesce siluro ne hanno causato una drastica diminuzione. La stagione inizia coi limiti: si pesca solo alcuni giorni alla settimana.
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Giro di vite della Regione Lombardia per la tutela della riproduzione della specie ittica più popolare del lago d’Iseo - l’agone, meglio noto come «sardina di lago» per la sua somiglianza al pesce marino.
Il progressivo calo di sardine registrato negli ultimi tre anni, particolarmente marcato nel 2025, ha indotto i dirigenti dell’assessorato Agricoltura, sovranità alimentare e foreste a emanare un recente decreto che introduce limitazioni alla pesca sia professionale che dilettantistica di questo pesce d’acqua dolce. E a «limitare», di conseguenza, quella che è la vera sagra paesana di festa e allegria nei tramonti d’estate, quando i pescatori dilettanti vengono da ovunque per popolare le sponde a pesca di agoni.
Le nuove norme per la pesca alla sardina
Contrariamente agli altri anni in cui la sua cattura era libera tutti i giorni dal 15 giugno in poi, dunque, nella stagione al via le due categorie di pescatori potranno invece lanciare le lenze dal 15 al 30 giugno soltanto in determinati giorni della settimana : i professionisti che usano le reti, solo al martedì e al giovedì, mentre i dilettanti che usano canne e bilancelle, il mercoledì, sabato e domenica. Da luglio in poi le limitazioni decadono in quanto il periodo riproduttivo della specie volge al termine.
Una norma per tutelare la specie
La decisione, assunta per la prima volta nella storia del lago, arriva in risposta al progressivo calo della popolazione di agoni registrato negli ultimi anni. Un fenomeno che ha destato preoccupazione non solo tra gli appassionati che ogni stagione di pesca nel mese di giugno affollano le rive del Sebino, ma soprattutto tra i professionisti che hanno visto diminuire sensibilmente e progressivamente le catture. «Il provvedimento di tutela ha visto concordi i rappresentanti di entrambe le categorie che fanno parte della competente commissione provinciale - sottolinea Raffaele Barbieri, tra i 28 pescatori professionisti che esercitano l’attività nel bacino lacustre –. Era inevitabile che si andasse in questa direzione di fronte al crollo verticale della presenza della sardina nel nostro lago registrato lo scorso anno, riduzione che mostra segni evidenti anche in questa stagione di frega con pochissimi esemplari in circolazione».
Le nuove misure di protezione adottate dai responsabili regionali del settore «sono state prese sulla base del dato desunto dal libretto del pescato dei professionisti, il quale mostra il calo molto consistente delle catture di questi ultimi anni, soprattutto della stagione 2025. Le nuove limitazioni mirano a consentire il ripopolamento della sardina affinché possa continuare a essere protagonista delle acque lacustri anche nei prossimi anni».
I motivi della diminuzione della popolazione delle sardine
I cambiamenti climatici, le escursioni del livello del lago che possono compromettere le uova deposte dalle femmine in prossimità delle rive sono alcune delle cause della diminuzione della popolazione di agoni, ma il vero nemico, a detta degli addetti ai lavori, «è il vorace siluro, il pesce alieno da anni presente in gran quantità nel lago che divora le sardine proprio durante la frega. Nel 2025 tra professionisti e dilettanti sono stati catturati circa 12 tonnellate di siluri. Per limitare i danni del nemico numero uno, il nuovo decreto regionale dà la possibilità, ai professionisti di catturare il siluro nel periodo della frega con una rete a maglie larghe detta da posta.
Questi provvedimenti seguono la linea guida già adottata per altre specie ittiche del lago, come l’alborella, la cui pesca è vietata ormai da 15 anni proprio per ragioni di tutela ambientale. Come la sardina simbolo del Sebino, una risorsa importante sia economica che gastronomica. La sua presenza è infatti legata a tradizioni locali profondamente radicate nelle comunità locali.
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