La malattia spegne il sorriso di Susanna: «Lascia un vuoto enorme in tutti noi»

SOVERE. Aveva solo 42 anni e in pochi mesi la Sla se l’è portata via: i funerali a cui ha partecipato tutta la comunità, insieme agli amici di Solto dove con il compagno si era trasferita.

Una forma di Sla particolarmente aggressiva si è portata via, in meno di un anno, Susanna Guizzetti, 42enne di Sovere: nel pomeriggio di venerdì 29 settembre sono stati celebrati i funerali a cui tutta la comunità ha partecipato attonita e commossa. Il dolore della famiglia è reso ancora più acuto per il lutto che si aggiunge a quello recente per la morte del papà Franco, a fine luglio.

Susanna lavorava come impiegata in una carpenteria di Pisogne e fino a un anno fa non aveva mai avuto seri problemi di salute; circa quattro anni fa, aveva preso casa a Solto Collina dove viveva con il compagno Elvio. All’improvviso, la quarantaduenne ha avvertito i primi sintomi della sclerosi laterale amiotrofica che piano piano le ha tolto le forze e la capacità di muoversi. «I medici – racconta il fratello Marco – hanno fatto di tutto per curarla, ma si sono dovuti arrendere presto: la Sla che ha colpito mia sorella non le ha dato scampo. Gli specialisti ci spiegavano che ci sono persone che convivono con questa malattia per diversi anni; per mia sorella invece è stato tutto veloce e terribile. Le sue difficoltà aumentavano di settimana in settimana, il suo peggioramento lo vedevamo anche noi di giorno in giorno. Non ci sono parole, per quello che le è successo».

Da inizio anno, Susanna e il compagno Elvio avevano quindi deciso di tornare a vivere a Sovere vicino alla mamma Anna nella casa della famiglia Guizzetti, sopra l’officina da gommista dove anche Franco Guizzetti aveva lavorato fino al giorno in cui, a inizio estate, si era sentito male. Per tre giorni, la casa è stata visitata da centinaia di persone per le condoglianze: una lunga fila di amici, conoscenti e parenti riempiva le scale fino al secondo piano e arrivava in cortile. Anche ieri pomeriggio, al funerale, le persone presenti erano centinaia.

La scomparsa del papà a fine luglio aveva aggiunto ulteriori difficoltà a quelle provocate dalla malattia: Susanna però ha avuto il conforto di tante amiche che sono andate a trovarla fino all’ultimo. Con loro, guardava le fotografie di quando, da ragazze e da giovani, viaggiavano insieme e andavano alle feste, quei giorni in cui l’allegria e la spensieratezza sembravano essere le uniche compagne di vita. Guardava quelle immagini cercando di trattenere le lacrime ma muovendo di continuo gli occhi, l’organo che la Sla attacca per ultimo. «Susanna lascia un vuoto enorme in tutti noi, e noi dobbiamo fare i conti con tutto questo dolore».

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