Maxi esercitazione sul lago d’Iseo per simulare la frana del monte Saresano - Foto

PREVENZIONE. Coinvolti più di 400 volontari della Protezione civile per riprodurre gli scenari elaborati dopo il 2021, dopo l’accelerazione del movimento franoso.

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Tavernola Bergamasca

Oltre 400 volontari impegnati direttamente nelle esercitazioni e quasi un centinaio dislocati nei territori del lago. La maxi esercitazione di Protezione civile tra Tavernola e il Sebino andata in scena venerdì 18 e sabato 19 settembre, ha coinvolto l’intera area lacustre con l’obiettivo di testare tempi di intervento, organizzazione e, soprattutto, il coordinamento tra tutti i soggetti chiamati a gestire uno degli scenari emergenziali più complessi: la possibile frana del monte Saresano.

L’emergenza simulata

«Obiettivo raggiunto», commenta il consigliere provinciale con delega alla Protezione civile, Massimo Cocchi, a margine della prova su larga scala organizzata dalle Province di Bergamo e Brescia insieme alle Prefetture, ai Comandi dei Vigili del fuoco e alla Protezione civile, per riprodurre gli scenari elaborati dopo il 2021, dopo l’accelerazione del movimento franoso. In campo sono state simulate le principali fasi dell’emergenza: dall’allerta all’attivazione dei soccorsi, dall’evacuazione della popolazione fino al monitoraggio successivo all’evento, con il coinvolgimento degli enti locali, delle associazioni di volontariato e delle forze dell’ordine.

L’esercitazione

A Credaro sono stati allestiti il campo soccorritori, il Com (Centro operativo misto) e un centro formativo per illustrare ai volontari le procedure di preparazione del campo base. Tavernola è stato invece il cuore di diversi scenari: dall’evacuazione di alcuni residenti della zona rossa alla pulizia del torrente Rino, fino alla posa dei gruppi elettrogeni necessari a garantire i servizi essenziali al paese. «Niente è lasciato al caso: ogni aspetto viene verificato in vista dell’aggiornamento del Piano di emergenza comunale», spiega il sindaco Roberto Martinelli, sottolineando «l’importante dispiegamento di volontari» impegnati nell’esercitazione e «l’importanza» delle esercitazioni per testare la risposta in caso di emergenza.

«Ogni ingranaggio ha funzionato»

La mobilitazione ha interessato anche il resto dei Comuni rivieraschi della sponda bergamasca e bresciana che, in caso di frana, sarebbero interessati dalla potenziale onda anomala causata dall’eventuale caduta della massa franosa nel lago. Qui sono stati testati i Piani di emergenza comunali e sovracomunali, verificando procedure, tempi di attivazione e coordinamento tra le diverse strutture operative. Il risultato è stato positivo. «Ogni ingranaggio ha funzionato», aggiunge Cocchi, aggiungendo come il test sia ora una nuova base per «programmare nuove operazioni e attività: grazie a nostri funzionari e a tutti i volontari e collaboratori».

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