Padre Danilo, quarant’anni di sacerdozio e di missione in Camerun

LA FESTA. Domenica 6 settembre a Predore celebra il suo 40° di sacerdozio durante la Messa solenne delle 11 con il parroco don Ivan Dogana.

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La comunità di Predore in festa per padre Danilo Fenaroli, di 66 anni. Il missionario del Pime, in partenza per il Camerun dopo aver trascorso una vacanza nel borgo lacustre, dalla sorella Mariarosa e dai nipoti Giambattista e Luisa, domenica 6 settembre celebra il suo 40° di sacerdozio durante la Messa solenne delle 11 con il parroco don Ivan Dogana, alla quale seguirà un rinfresco conviviale all’oratorio.

Dalla Costa d’Avorio al Camerun

Quarant’anni spesi praticamente in Africa. All’indomani del 14 giugno 1986, quando fu ordinato sacerdote da monsignor Giulio Oggioni, dopo aver frequentato un corso di francese padre Danilo partì per la Costa d’Avorio dove rimase tre anni. Nel 1990 si trasferì in una regione dell’estremo Nord del Camerun, una delle più popolate e più povere del continente, la cui economia e il cui sviluppo sono condizionati da tanti mesi di siccità nell’arco dell’anno, oltre a subire le incursioni del gruppo terroristico Boko Haram.

Il villaggio di Mouda

È nel villaggio di Mouda che inizia la sua lunga e intensa opera sociale e di sviluppo in favore delle popolazioni locali, quando si rende conto della povertà della regione e del grave stato di abbandono in cui vivono tanti giovani con disabilità, ai margini perché considerati vittime di maledizione, neonati abbandonati, orfani, vedove, ragazze madri e di strada, persone rifiutate e vilipese. Scatta in lui la volontà di assisterle, di dare loro una casa, una cura, un’istruzione, ridando loro dignità e uno scopo di vita. Così comincia a trivellare pozzi, costruendo reti idriche, formando la popolazione per la loro gestione e manutenzione, conquistando così la benevolenza di una quindicina di villaggi e dello stesso governo.

Il Centro Betlemme

Sono quattrocento i pozzi realizzati. E pian piano il suo raggio d’azione si estende ad altri ambiti, con la costruzione di scuole, ambulatori sanitari, corsi di formazione professionali per apprendere un mestiere che possa essere utilizzato in loco. Nel 1997 nasce così il Centro Betlemme, su una superficie di 45 ettari messa a disposizione del capo villaggio per accogliere gli ultimi. «Oggi conta duecento ospiti seguiti da altrettanti operatori tra insegnanti, medici, fisioterapisti, infermieri, assistenti sociali. E ci prendiamo cura di duemila persone esterne», racconta padre Danilo, che in questi anni per i suoi progetti ha contato sul Pime, sull’aiuto dello Stato camerunese e sulla Fondazione «N’Gama amicizia» con sede a Predore, di cui è stato eletto di recente presidente Giambattista Fenaroli.

Gli aiuti dall’Italia

«Da moltissimi anni condividiamo la lodevole opera di padre Danilo, sostenendo le sue iniziative con una raccolta di fondi provenenti non solo da Predore, ma da tutta Italia. In media raccogliamo ogni anno dai 100 ai 150mila euro. Il nostro obiettivo è aiutare padre Danilo ad allargare sempre più l’offerta assistenziale del Centro, mediante l’ampliamento delle strutture esistenti e la costruzione di nuove, e anche tramite la fornitura di adeguati strumenti tecnici per le attività riabilitative e di formazione». Chi volesse fare una donazione trova i riferimenti sul sito dell’Associazione N’Gama Amicizia Ets.

Una rete di solidarietà

Il Centro Betlemme è una delle opere più significative di padre Danilo che, come ha raccontato più volte, ha «maturato questa sensibilità per gli ultimi fin da piccolo», quando recandosi con il padre in un podere vicino al Centro di riabilitazione Angelo Custode, scavalcava il muretto e giocava con i bambini dell’istituto. E proprio attorno a padre Danilo, sottolinea il sindaco Paolo Bertazzoli, «si è consolidata una rete di solidarietà che parte da Predore, dove si è creato un legame affettivo con il Camerun». Legame che domenica si manifesterà «per rendere omaggio a un concittadino che ha portato il nome del paese nel cuore dell’Africa e che attraverso il Centro Betlemme ha realizzato un’opera capace di dare accoglienza, istruzione, assistenza, e speranza a migliaia di persone».

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