(Foto di Foto E. Mascherpa)
TRENI. La linea ferroviaria fu aperta il 31 agosto 1876. Prima in Italia riaperta per fini turistici, negli Anni ’90. La proposta di Cinquini: «Un momento celebrativo».
Lettura 2 min.Centocinquant’anni di storia, appena una decina di chilometri di binari. Eppure la Ferrovia del Sebino è molto più di una linea ferroviaria: sui binari che collegano Palazzolo sull’Oglio a Paratico e Sarnico per decenni ha corso veloce l’industrializzazione del territorio e, successivamente, una visione pionieristica del turismo su rotaia, culminata a giugno con l’inaugurazione delle nuove carrozze panoramiche della Fondazione FS.
Un secolo e mezzo di vita che, negli ultimi trent’anni, è stato accompagnato dal lavoro dei volontari dell’associazione Ferrovia del Basso Sebino (Fbs), poi diventata Ferrovie turistiche italiane (Fti). «Abbiamo contribuito a mantenere efficiente e utilizzabile quello che altrimenti oggi sarebbe un binario sepolto sotto una foresta di piante e rovi o, nella migliore delle ipotesi, una pista ciclabile», racconta Silvio Cinquini, presidente di Fbs dal 1994 al 2019, ripercorrendo a ritroso un viaggio cominciato il 31 agosto del 1876.
Dietro alla ferrovia, voluta dall’allora Società per le ferrovie dell’Alta Italia, c’era una precisa vocazione industriale: collegare le industrie siderurgiche del lago d’Iseo, come l’Italsider di Castro, con la direttrice Milano-Venezia e trasportare il calcare proveniente dalle cave del Sebino bresciano al cementificio di Palazzolo, sostituendo così il trasporto via acqua lungo la Fusia.
Gestita prima dalla Società anonima per la ferrovia Palazzolo-Paratico al Lago d’Iseo, poi dalle Ferrovie dello Stato dal 1911, fu attiva per anni garantendo il servizio commerciale fino al 1998. Il trasporto viaggiatori fu interrotto nel 1966, per poi riprendere all’inizio degli Anni ’90, quando cominciarono a circolare nuovamente i primi convogli turistici. Un’attività ripresa e consolidata dalla Fondazione FS a partire dal 2014.
Con i suoi 9,7 chilometri, la Palazzolo-Paratico Sarnico è un’infrastruttura che ha profondamente segnato la storia economica, industriale e turistica del Sebino e che vanta diversi primati. «Fu l’unica linea italiana – continua Cinquini – a utilizzare un sistema integrato di trasporto merci tra treno e chiatte sul lago d’Iseo. È stata inoltre la prima ferrovia del Paese a essere riaperta stabilmente per finalità turistiche grazie all’accordo tra Ferrovie dello Stato e l’allora Fbs. Un primo viaggio sperimentale venne organizzato nel maggio 1991, oltre vent’anni dopo la soppressione del servizio viaggiatori, mentre dal 1994 prese il via il progetto TrenoBlu, che negli anni ha portato sul Sebino centinaia di convogli turistici e storici, nonostante risorse pubbliche molto limitate».
A questi primati se ne è aggiunto uno recentissimo: proprio sulla Palazzolo-Paratico Sarnico sono entrate in servizio le nuove carrozze panoramiche della Fondazione FS , inaugurate il 20 giugno e sulle quali sarà possibile viaggiare ogni sabato fino alla fine di agosto. Un’innovazione che conferma la vocazione della linea come laboratorio nazionale del turismo ferroviario. Proprio il «varo» delle nuove vetture è stato scelto dalla Fondazione, guidata dal direttore Luigi Cantamessa, come occasione per celebrare i 150 anni della linea. Al viaggio inaugurale era stata affiancata una mostra fotografica allestita nelle stazioni di Palazzolo e Paratico, oltre all’esposizione di un convoglio storico al binario tronco, aperto alle visite del pubblico. L’auspicio di Silvio Cinquini, tuttavia, è che possa essere organizzato anche un momento celebrativo dedicato esclusivamente a questo importante anniversario, «magari proprio a ridosso della ricorrenza dei 150 anni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA