(Foto di San Marco)
IN CODICE ROSSO. Apprensione per una 76enne. Portata a riva, è stata rianimata a lungo e poi caricata in elisoccorso. A dare l’allarme alcuni amici: «Era immobile in acqua».
Lettura 2 min.«Era ferma immobile, pancia in su e volto rivolto verso l’acqua. Abbiamo capito che qualcosa non andava e abbiamo chiesto aiuto». Gerardo Cadei, pensionato di Tavernola, e la moglie Virginia Pedretti non ci hanno pensato due volte. Quando hanno visto che l’amica non tornava dalla solita nuotata, pinne ai piedi e cuffia rosa in testa, si sono preoccupati e hanno cominciato a urlare: «Qualcuno la salvi». Subito si sono lanciati nel lago un carabiniere, un villeggiante e un ragazzo che passava in moto. Nel frattempo un altro militare della stazione di Tavernola è accorso con il defibrillatore e alcuni giovani che stavano pescando hanno dato una mano durante le manovre di rianimazione. La donna, 76 anni, è stata poi stabilizzata e caricata sull’elisoccorso.
«C’era il battito, ma ora speriamo possa riprendersi», è l’augurio di chi, nel tardo pomeriggio di sabato 1° agosto, è rimasto con il fiato sospeso tra il lungolago e la spiaggia che corre tra la caserma e via Moia. Che cosa sia successo tra una bracciata e l’altra lo dovranno chiarire i medici della Poliambulanza, dove la 76enne è arrivata in gravi condizioni, e i carabinieri che si sono occupati degli accertamenti del caso. Sta di fatto che, secondo le ricostruzioni e le testimonianze dei presenti, ieri pomeriggio la donna si era recata al lago come faceva sempre, pronta per dedicarsi al nuoto. Dopo essersi allontanata dalla riva e dopo alcune «vasche», però, qualcosa è andato storto e ha perso conoscenza.
«Eravamo al lago con tutta la famiglia. Ci ha salutato prima di entrare in acqua. A un certo punto non vedevamo più la sua cuffia rosa – racconta Gerardo Cadei, per tutti Gerry –. Allora mia moglie ha chiamato il 112, mentre noi abbiamo chiesto aiuto, urlando e citofonando ai carabineri e a chi vive nelle case che si affacciano sul lago». In men che non si dica sono accorsi residenti, villeggianti e due carabinieri. Uno dei militari, mentre copriva correndo il tratto tra la caserma e il punto dove era stata individuata la pensionata, è riuscito a togliersi la camicia prima di buttarsi e raggiungerla a nuoto. L’altro, invece, si è lanciato in spiaggia (rimane circa due metri più in basso rispetto alla strada) e poi in acqua in divisa. Riportata a riva e in costante contatto con il 118, il primo ha cominciato le manovre di rianimazione, mentre il secondo andava a recuperare il Dae. A dare man forte, un villeggiante milanese di casa alla Moia, e un 25enne di Sarnico che passava in moto e si è fermato per aiutare: «Mi sono subito fermato e poi mi sono buttato anche io», racconta Ettore Agovino. Dopo alcuni minuti che, per chi era impegnato nelle manovre di rianimazione, sono sembrati interminabili, sono arrivati l’ambulanza della Croce Blu del Basso Sebino, l’auto medica e i vigili del fuoco del presidio nautico di Iseo, intervenuti sia via terra che via acqua per dare supporto. Stabilizzata sul posto, la pensionata è stata caricata in eliambulanza: è arrivata al Pronto soccorso di Brescia in gravi condizioni.
Allertato dell’accaduto, in serata è arrivato anche il sindaco Roberto Martinelli, mentre la notizia ha subito fatto il giro del paese, che ora prega perché la 76enne possa riprendersi. In apprensione per le sue condizioni anche i carabinieri, al lavoro per gli accertamenti del caso dopo aver fatto il possibile per cercare di salvare la tavernolese: «È ciò che andava fatto – ha commentato il capitano Maurizio Guadalupi, comandante della Compagnia di Clusone, cui fa capo la Stazione di Tavernola – e che qualunque collega avrebbe fatto in quel frangente. Non si tratta di un gesto isolato o straordinario, ma la messa in pratica di quanto prevede il nostro ruolo di appartenenti all’Arma dei carabinieri, a protezione della comunità, soprattutto in questi casi».
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