Tavernola ha un cittadino in più: Thomas l’infermiere ora è italiano

LA STORIA. La felicità del 38enne nato in India, dopo aver ottenuto la cittadinanza: presto tocca alla moglie Nimmy. In Italia dal 2010, tre figli e un lavoro con i malati psichici: «Mi trovo benissimo».

È uscito dalla sala consiliare di Tavernola raggiante di felicità insieme alla moglie e ai suoi tre bambini dopo aver ricevuto dal sindaco Ioris Pezzotti la cittadinanza italiana. Poi si è recato all’anagrafe per sbrigare alcune formalità di rito, con in mano un vassoio di pasticcini che ha offerto all’impiegata e alle persone che entravano. Per Thomas Jaison di 38 anni, originario dell’India, la moglie Nimmy John di 36, anch’ella indiana, il piccolo Alexander di 7, Chiara di 5 e Olivia 2 anni fra un paio di mesi, tutti nati in Italia, sabato 20 gennaio è stata una giornata davvero speciale, di quelle da incorniciare e che resterà per sempre nell’album dei ricordi più cari di questa famiglia, da tempo ben integrata a Tavernola.

«Sono brave persone, laboriose, ben integrate nella nostra comunità - dice infatti Pezzotti -. Sono ben contento che Thomas e i suoi tre bimbi siano diventati cittadini italiani e a pieno titolo anche tavernolesi». Ora tocca alla moglie Nimmy che nei tempi di rilascio della cittadinanza sarà facilitata dal fatto che suo marito è cittadino italiano. A Thomas il sindaco ha consegnato l’attestato di «concessione della cittadinanza italiana», insieme al tricolore e alla Costituzione, che Thomas con orgoglio ha mostrato agli amici tavernolesi Pamela, Nicoletta, Antonia e Gigi, Olga che hanno voluto condividere con lui e la sua famiglia la gioia dell’avvenimento.

Alla «Casa di Nicola»

Lui, infermiere diplomato in India, titolo riconosciuto in Italia, dopo aver frequentato per cinque mesi la scuola Ordine professionale infermieristico ad Alessandria dove era giunto il 10 marzo 2010, ospite di un connazionale, a novembre dello stesso anno si trasferì Tavernola per lavorare alla «Casa di Nicola» nella comunità sulla collina che ospita persone affette da gravi disturbi psichici. «Mi trovo benissimo», dice. Lei invece lavora dal 2014 alla casa di riposo «Buonomo Cacciamatta onlus - 1836», nella frazione di Cambianica.

La coppia si è sposata nel 2013. «Sono contentissima e mi trovo molto bene», dice Nimmy con gli occhi che brillano. I due si dividono la cura della prole facendo i turni. Dopo aver cambiato alcune abitazioni, nel 2022 hanno comprato casa a Cambianica.

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