Al rifugio a veder le stelle e ci scappa pure un vero igloo

LA CURIOSITA’. Sull’Alpe Cantedoldo di Averara il gruppo ha alternato momenti di rielaborazione a camminate nei dintorni, vivendo la natura come parte integrante del percorso educativo. Non è mancato anche un momento pratico e creativo: realizzato un vero igloo.

Studiare le stelle sotto il cielo notturno, lontano dalle luci della città, immersi nella natura e nella neve che ha ricoperto la Valle di Averara. È l’esperienza vissuta dagli alunni del Progetto parentale «Elena Damiani», la scuola Waldorf dell’associazione Lisa Aps di Almè, che insieme ai loro docenti, da lunedì a mercoledì, hanno fatto lezione non in aula ma in alta montagna: non tra i banchi, ma in un panorama innevato, per conoscere sul campo i segreti del firmamento.

L’iniziativa rientra nel piano formativo della scuola, che segue l’indirizzo pedagogico steineriano e organizza l’apprendimento per «epoche», moduli tematici intensivi dedicati a una singola materia per alcune settimane. In questo periodo l’epoca è dedicata all’astronomia.

Dieci ragazzi della settima classe (seconda media) sono stati ospiti del rifugio Alpe Cantedoldo, che per il secondo anno consecutivo, con il Comune a fare da tramite, ha aperto le porte a questa iniziativa

Accompagnati dai maestri Consuelo Stangarone e Marco Vecchi, insieme a Tiziano Freschi – appassionato di astronomia con esperienza anche alla scuola Janua di Roma – dieci ragazzi della settima classe (seconda media) sono stati ospiti del rifugio Alpe Cantedoldo, che per il secondo anno consecutivo, con il Comune a fare da tramite, ha aperto le porte a questa iniziativa.

Durante la notte i ragazzi si sono svegliati ogni due o tre ore per seguire le costellazioni e il movimento nel corso delle ore

«La scelta del luogo – spiega Freschi - non è casuale: qui c’è poco inquinamento luminoso e questo permette di osservare meglio le stelle. Durante la notte i ragazzi si sono svegliati ogni due o tre ore per seguire le costellazioni e il movimento nel corso delle ore». Il tempo purtroppo non è stato clemente: le nuvole hanno nascosto la maggior parte delle stelle e dei pianeti, solo Giove si è affacciato timidamente. Le osservazioni sono state comunque riportate nei quaderni, trasformando l’esperienza pratica (che ora verrà riproposta a maggio, sulla collinetta di Almè), in contenuto di studio per comprendere in modo concreto la rotazione terrestre.

Un vero igloo

Non solo sguardo all’insù: di giorno il gruppo ha alternato momenti di rielaborazione a camminate nei dintorni, vivendo la natura come parte integrante del percorso educativo. Non è mancato anche un momento pratico e creativo: i ragazzi si sono cimentati nella costruzione di un vero igloo, che ancora oggi campeggia davanti al rifugio, su suggerimento di Pierpaolo Ronzoni, il gestore, «che ringraziamo per l’ospitalità - conclude Tiziano - I ragazzi sono tornati a casa entusiasti e soddisfatti».

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