Il racconto delle due ragazze a dieci metri dall’orso: «Ci ha viste e se n’è andato. Che paura» - Il video
LA STORIA. Escursioniste di Lucca durante una passeggiata nei pressi della frazione Pagliari di Carona. «Mia sorella ha urlato, poi ci siamo immobilizzate. Nostra madre, da lontano, l’ha filmato».
Lettura 2 min.Carona
A tu per tu con un orso, a dieci metri: il plantigrado che attraversa il torrente e poi corre velocemente sul pendio della montagna. Tanta paura, emozione e un incontro durato sì e no un minuto che resterà da raccontare per tutta la vita.
È successo giovedì 23 luglio, verso le 11, a due escursioniste di Lucca, in vacanza fino a Carona, in alta Val Brembana. Alia Marano, 23 anni, e la sorella Jana, 19, giovedì mattina, insieme alla madre, avevano deciso di cercare un po’ di refrigerio nelle fredde acque del Brembo che scendono dal pizzo del Diavolo. Si sono quindi incamminate verso la frazione di Pagliari, in un’area frequentata da campeggiatori e proprio da chi cerca, vicino al torrente, un po’ di fresco, a valle del borgo.
L’incontro a tu per tu
«Dopo aver lasciato nostra madre in una spiaggetta - racconta Alia - io e mia sorella abbiamo proseguito per qualche decina di metri fino a una cascatella. Volevo fare una foto così ho chiesto a Jana di tornare a prendere la macchina fotografica. Quando lei è tornata ha cacciato un urlo. Io mi sono girata verso di lei e ho visto l’orso che arrivava dalla mia destra. Sarà stato a una decina di metri».
«Ci siamo immobilizzate»
A quel punto le due escursioniste si sono immobilizzate, senza più proferire parola. «Eravamo impaurite - racconta ancora Alia -. Ci siamo fermate a guardarlo. Io sono studentessa in Biologia e un po’ sul comportamento da tenere con gli orsi lo conoscevo. Così siamo rimaste ferme e in silenzio». L’orso ha attraversato il torrente, di fatto in mezzo alle due ragazze. Dopo l’incontro ravvicinato ha proseguito la corsa rapidamente, arrampicandosi lungo il pendio della montagna (quello opposto alla frazione di Pagliari).
«Noi non ci siamo mosse finché non abbiamo visto che l’orso era sufficientemente lontano - continua Alia -. Poi mia sorella ha chiamato mia madre. È stata lei a fare il video dell’orso da lontano, mentre si arrampicava lungo il pendio. Durante la salita della montagna, che è stata rapidissima, si è poi fermato, guardando in basso, verso di noi».
Nelle due ragazze tanta paura ma anche il ricordo di un incontro speciale. «Era un esemplare magnifico - raccontano -. Aveva il pelo lucido. Alla fine, scampato il pericolo, possiamo dire che è stato bellissimo ed emozionante. La cosa importante è mantenere il controllo, non mettersi a urlare o a scappare. Lui ci ha viste, ma alla fine ha fatto finta di nulla e se n’è andato».
«Noi non ci siamo mosse finché non abbiamo visto che l’orso era sufficientemente lontano. Poi mia sorella ha chiamato mia madre. È stata lei a fare il video dell’orso da lontano, mentre si arrampicava lungo il pendio. Durante la salita della montagna, che è stata rapidissima, si è poi fermato, guardando in basso, verso di noi»
La conferma della polizia
La polizia provinciale, contattata dalle due escursinoniste, conferma l’avvistamento. Dal video non vi sono dubbi che possa essere qualcosa di diverso da un orso. Molto probabilmente si tratta di un soggetto sub-adulto, tra i due e quattro anni. L’ultimo avvistamento in provincia di Bergamo di un orso era avvenuto a inizio di questo mese, in alta Val Seriana, nella zona di Vigna Soliva, tra i comuni di Valbondione e Gandellino.
A riprenderlo in quel caso una fototrappola: le immagini mostravano l’animale impegnato ad abbeverarsi nei pressi di un insoglio naturale e poi mettersi «al lavoro» per spostare dei rami. Questa volta l’incontro ravvicinato con due escursioniste. Forse quello più «vero» finora sulle Orobie.
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