Tanta neve, oltre un metro di manto bianco: è pericolo valanghe - Video

IN MONTAGNA. Le previsioni erano abbastanza chiare da giorni e le speranze degli appassionati, di poter assistere alla nevicata più consistente di questo anomalo inverno, non sono quindi andate deluse.

I primi fiocchi nella parte alta della nostra provincia hanno cominciato a cadere nella tarda serata di giovedì ma gli accumuli più significativi si sono registrati tra la mattinata di venerdì e il primo pomeriggio di sabato: poi un leggero aumento delle temperature ha portato al rialzo della quota neve.

Osservando i dati di Arpa Lombardia si può notare come alle 8 di domenica mattina al Barbellino (1.784 metri) si potessero misurarne 95 centimetri (venerdì mattina erano 20), mentre al Fregabolgia (1.955 metri), sopra Carona, erano 143 a fronte dei 63 di venerdì.

La conferma del generalizzato rialzo termico era riscontrabile consultando i dati trasmessi dalle stazioni del Centro meteo lombardo, se si considera che alle ore 23 di sabato gli unici valori negativi risultavano essere quelli registrati a Capanna 2000 (-0,4) e Passo San Marco (-0,2): ai 1.914 metri del rifugio Curò, invece, la colonnina di mercurio si era fermata a + 0,2.

Questo ha dato luogo a numerosi distacchi valanghivi come quello che domenica 11 febbraio ha interessato il crinale a monte del Passo della Manina, a circa 2.000 metri di quota: il suo fronte, di oltre un centinaio di metri, era comunque ben visibile da Lizzola.

Il bollettino valanghe emesso da Arpa prevede un pericolo marcato (grado 3 su una scala di 5) su Orobie, Retiche ed Adamello.

Sulle Orobie Centrali il manto nevoso sarà ancora debolmente consolidato sulla maggior parte dei pendii ripidi. Il suo distacco sarà possibile già con un debole sovraccarico, originando valanghe di grandi dimensioni. Possibili valanghe spontanee, anche di fondo, sui pendii esposti al sole soprattutto nel corso delle ore più calde

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