Uniacque ai sindaci: «Più controlli contro gli sprechi o si rischia il razionamento»

Crisi idrica La società sollecita i sindaci a far rispettare le ordinanze emesse per contenere i consumi d’acqua. Valle Imagna e San Martino le più in difficoltà, soprattutto i paesi più turistici.

Uniacque ai sindaci: «Più controlli contro gli sprechi o si rischia il razionamento»
Nella zona rossa è vietato irrigare e innaffiare giardini e prati in qualunque fascia oraria (foto Fronzi)

Oltre il Colle, Dossena, Serina, Cornalba, Algua, Costa Serina, Bracca. E, tutt’intorno, le frazioni di San Giovanni Bianco, San Pellegrino Terme, Zogno e anche Nembro, fino a inglobare l’intera Valle Imagna e Valle San Martino, Isola compresa a parte Filago. È questa la «zona rossa» identificata da Uniacque come quella a maggior rischio di carenza idrica. Anche se la dicitura scelta è «Rischio moderato», il fatto che il gestore del ciclo idrico integrato di 210 dei 244 comuni della Bergamasca abbia invitato i sindaci degli oltre 50 paesi che ne fanno parte a emanare ordinanze per contenere gli usi non essenziali di acqua, fa capire quanto grave sia il problema. Anche perché l’«etichetta» di rischio elevato viene attribuita alle zone dove l’acqua scarseggia e deve essere razionata. Extrema ratio a cui, di questo passo, nessuno riesce più ad escludere.

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