Le meraviglie del sottosuolo a Grone: visite a due grotte

Turismo. L’iniziativa dell’associazione Sebynica nell’ambito del progetto «Valcavalina Underground»: si organizzano percorsi guidati in località Faeto e nella frazione di Sant’Antonio.

La media-alta Val Cavallina è ormai pronta per aprire al pubblico una nuova possibilità di immersione nel ricco patrimonio naturalistico di cui è custode. All’elenco delle bellezze note del lago d’Endine e dei Colli di San Fermo, tra non molto se ne aggiungeranno altre due, sorelle della famosa Buca del Corno, l’antro carsico che si trova a Entratico. A Grone, e precisamente in località Faeto e nella frazione di Sant’Antonio, l’associazione «Sebynica» ha portato a termine i lavori di «Valcavallina Underground», un progetto a impatto ambientale e paesaggistico quasi nullo, che a breve consentirà di visitare (accompagnati) una coppia di grotte che si distendono nel sottosuolo per circa 200-250 metri ciascuna.

Il «salto» del Faeto

«All’ingresso della grotta del Faeto c’è un salto di 7 metri e per superarlo abbiamo scelto una soluzione innovativa – spiega il presidente di Sebynica, Maurizio Greppi –: una scaletta di corda con anima in acciaio, realizzata da un’azienda certificata, rimovibile e agganciabile a ogni escursione. Questo per due motivi. Il primo è legato alla sicurezza: la grotta è incustodita e strutture fisse avrebbero forse attratto dei curiosi, col rischio aggiuntivo di diventare oggetto di vandalismo. Il secondo, ancora più importante, vuole essere coerente con il messaggio che da speleologi portiamo avanti da anni: le grotte non sono attrazioni turistiche, ma luoghi che meritano tutela e rispetto per via dei delicati equilibri che le caratterizzano e per il fatto che veicolano le acque nelle nostre montagne. Gli stessi principi li abbiamo applicati nella sistemazione del percorso interno, permettendoci così di azzerare l’impatto sull’ambiente circostante».

Escursione prova

Ma non è tutto. «Nell’altra cavità, detta ’D12’, abbiamo scavato un po’ sul fondo del cunicolo di accesso per renderlo più agibile – prosegue Greppi –. Per il resto ci siamo occupati del sentiero di avvicinamento alla grotta, che, una volta entrati, rivela allo sguardo un bel salone con un discreto campionario di stalattiti e colate calcaree». La seconda domenica di febbraio, scortato dalle guide di Sebynica, un gruppo di una ventina di persone ha potuto sperimentare in anteprima l’emozione della discesa: della comitiva facevano parte amministratori locali di Grone, Berzo San Fermo, Entratico, Casazza e del Consorzio dei Servizi della Val Cavallina, membri del Lions club Valcalepio-Valcavallina e di Lovere, e un rappresentante dell’istituto comprensivo di Darfo (ossia i promotori-finanziatori del progetto, che è costato circa 9mila euro). «Abbiamo cercato compenetrare le esigenze di rispetto e tutela degli ambienti carsici con le opportunità di valorizzazione del territorio e le legittime richieste da parte degli enti locali di rendere fruibili questi luoghi – conclude Greppi –. Quindi fruizione a scopo didattico e divulgativo sì, ma a piccole dosi, con modalità da stabilire, e nell’ambito di iniziative strutturate e di sensibilizzazione. Per questo immaginiamo un numero massimo di accessi su base annuale e mensile, da concordare volta per volta con un congruo preavviso. Confidiamo che il nostro messaggio non venga frainteso».

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