L’omicidio di Casazza, una condanna confermata e una pena ridotta di 8 mesi

IL PROCESSO. In Appello esclusa l’aggravante dei futili motivi per uno dei due imputati della morte di Ivasiuk.

Lettura 1 min.

La morte dell’ucraino Mykola Ivasiuk avvenne il 19 agosto 2024. Fuori da un bar di Casazza , il 38enne fu colpito al volto con un pugno dall’amico italiano Mario Romeo, 41 anni e alla nuca con un bicchiere dal marocchino Mohamed Amine Mouhssine, di 34 anni. Ivasiuk cadde a terra sbattendo il viso, riportando un trauma che, seppure di lieve entità, causò un’emorragia mortale.

Accusati di omicidio preterintenzionale (non c’era la volontà di uccidere l’uomo) in concorso, aggravato dai futili motivi, in primo grado i due furono condannati in abbreviato: Romeo a cinque anni, Mouhssine a otto anni. Per Romeo il tribunale di primo grado aveva escluso le aggravanti dei futili motivi, mentre per Mouhssine erano state ritenute sussistenti. In appello, i giudici bresciani hanno confermato la condanna per Romeo e, escludendo l’aggravante dei futili motivi, hanno ridotto la pena comminata dai giudici di Bergamo per Mouhssine a sette anni e quattro mesi. Il fatto si svolse a Casazza, fuori da un bar. Era il 19 agosto dello scorso anno. Secondo la ricostruzione dell’accusa, durante una discussione Romeo aveva colpito Ivasiuk al volto con un pugno (l’italiano ha sempre dichiarato: «di aver dato uno schiaffo all’amico»). Poi Mouhssine aveva spaccato un bicchiere sulla nuca di Ivasiuk. Quest’ultimo cadde a terra sbattendo il volto e riportando un trauma che, seppure di lieve entità, causò un’emorragia. Purtroppo poi perse la vita.

Romeo, che aveva poi spiegato di avere rapporti di amicizia con l’ucraino, era subito intervenuto per cercare di soccorrerlo e aveva allertato il 112. La discussione tra i due amici sarebbe scaturita dal modo in cui l’ucraino trattava la propria fidanzata e quella di Romeo. Invece Mouhssine, intervenuto nella lite senza motivo, era fuggito dal luogo dove era successo il fatto. Successivamente era stato rintracciato in Spagna.

Il tribunale di primo grado aveva escluso le aggravanti dei futili motivi, e concesso le attenuanti generiche per Romeo. Aggravanti ritenute sussistenti invece per Mouhssine. La Corte d’Appello ha confermato la pena per Romeo. Escludendo le aggravanti dei futili motivi per il marocchino, ha ridotto la pena a sette anni e quattro mesi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA