Da Colere a Roma, il piccolo Giacomo e il sogno realizzato: l’incontro col Papa

L’EMOZIONE. Nato prematuro, nella sua famiglia numerosi sacerdoti. Desiderava raccontarsi: «Voglio diventare Papa», ha detto a Leone XIV. Che ha risposto: «La cosa più bella è fare il prete».

Lettura 2 min.

Il sangue che scorre nelle sue vene lascia poco spazio ai dubbi. Da un lato della famiglia, quello materno, ci sono i quattro fratelli sacerdoti (di cui uno Vescovo, Panfilo). Dall’altro, quello paterno, risalendo di qualche generazione, si trova padre Girolamo Lazzaroni, missionario morto da martire in Cina nel 1941.

Il piccolo Giacomo Lazzaroni - cinque anni e una voglia di vivere straordinariamente più forte delle difficoltà motorie che ha sin da quando è nato, prematuro alla 29a settimana, di soli 1,2 chilogrammi - mercoledì 7 ottobre ha realizzato il suo sogno: incontrare da vicino Papa Leone e raccontargli di sé. «Da grande anch’io voglio diventare Papa», ha confidato al pontefice il piccolo colerese, che nel prossimo dicembre compirà cinque anni.

L’incontro grazie allo zio

A Roma c’è arrivato grazie a uno zio paterno, suo padrino, che già nella scorsa primavera aveva preso carta e penna e scritto una lettera direttamente «alla cortese attenzione di Sua Santità Papa Leone XIV». La missiva presentava una richiesta di incontro per il piccolo Giacomo, motivata dal suo grande sogno. E ha raggiunto il suo obiettivo, perché dalla Santa Sede è arrivata la risposta, con l’invito a prenotare un’udienza in piazza San Pietro, in una data scelta dalla famiglia, per poter poi vivere da vicino l’incontro con il pontefice.

«Mio figlio gli ha detto direttamente che da grande sogna di diventare Papa»

A Colere, dove frequenta l’ultimo anno della scuola dell’infanzia, Giacomo è conosciuto e amato un po’ da tutti. Per muoversi ha bisogno di un deambulatore, ma questo non ha certo fermato la forza dei suoi sogni.

«Un momento molto emozionante»

«In Piazza San Pietro, mercoledì 7 ottobre, il Papa si è avvicinato a noi alla fine dell’udienza e si è fermato per qualche attimo a parlarci - racconta mamma Luciana, che insieme al papà Aldo, al fratello Simone e agli zii ha accompagnato Giacomo a questo incontro -. È stato un momento molto emozionante. Mio figlio gli ha detto direttamente che da grande sogna di diventare Papa. Leone XIV gli ha risposto che si va avanti mettendo un sassolino alla volta: prima si diventa prete, e ha aggiunto che essere prete è proprio la cosa più bella».

La data del 7 ottobre

E Giacomo lo sa già bene, per le tante storie familiari ascoltate: la nonna materna Ottavia, di Vilminore, è infatti sorella di monsignor Francesco Panfilo (da 25 anni Vescovo nelle Filippine e in Papua Nuova Guinea), don Giacomo (già arciprete di Clusone, scomparso nel 2019), don Luciano (che ha operato a Brescia e a Roma, morto nel 1992) e don Cinto (ancora in vita, rettore della chiesa di San Rocco, a Sondrio).

Che la Provvidenza abbia scritto qualcosa di prodigioso tra le righe della storia di questa famiglia lo sostiene convintamente Ottavia: «Questo incontro del piccolo Giacomo con il Papa è avvenuto il 7 ottobre, che è una data speciale per la storia della nostra famiglia - spiega -. Esattamente 95 anni fa, infatti, è nata la nostra famiglia: mio padre Roberto era stato abbandonato appena nato ed è cresciuto in un orfanotrofio, dove gli è stato dato il cognome di Panfilo. Quando il 7 ottobre 1931 ha sposato mia mamma, Antonia Capitanio, di fatto è nata la nostra famiglia. Negli anni successivi altri avvenimenti importanti sono accaduti proprio nella stessa data: sempre il 7 ottobre 2001 monsignor Francesco ha fatto il suo ingresso da Vescovo a Vilminore, dopo l’ordinazione ad Alotau, mentre nel 2019 è stato celebrato il funerale di don Giacomo (era morto il 3 ottobre, ma hanno aspettato quattro giorni per il funerale per permettere al Vescovo monsignor Francesco Beschi di essere presente)». Ora questo incontro speciale, che Giacomo ricorderà con ogni probabilità per tutta la vita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA