Capizzone «ferma» le frane con un intervento da un milione

DISSESTO. Da Roma i fondi per dare il via al consolidamento in via Botta e nell’area colpita nel 2022 da un importante smottamento.

Lettura 2 min.

Un milione di euro per cambiare il volto del paese e riscrivere il futuro di Capizzone. È questa la portata del finanziamento ottenuto dal Comune nell’ambito del piano del ministero dell’Interno, di concerto con il ministero dell’Economia e delle finanze, dedicato agli interventi di consolidamento idrogeologico e riqualificazione infrastrutturale per il triennio 2026-2028.

Due maxi interventi

«Un intervento che non rappresenta soltanto un investimento in opere pubbliche – spiega la prima cittadina Michela Zuin –, ma un vero percorso di rigenerazione del territorio, chiamato a risolvere criticità storiche che hanno inciso per anni sulla viabilità, sulla sicurezza e sulla fruibilità di alcune aree strategiche del paese. Questo milione di euro è un successo collettivo che ci permette di guardare al futuro con orgoglio e ottimismo». Il piano finanziato si articola in due maxi-interventi: il primo riguarda la via Botta, interessata da tempo da un lento ma costante movimento del terreno che ne ha progressivamente compromesso la stabilità. Una situazione che ha reso difficoltoso il transito quotidiano dei residenti e dei visitatori diretti verso la frazione e i percorsi escursionistici della zona. L’intervento previsto punta a un consolidamento strutturale definitivo del versante, con l’obiettivo di garantire una sicurezza duratura e una piena accessibilità.

«Spazi da restituire»

Il secondo intervento, dal forte valore anche simbolico, riguarda l’area colpita dalla frana del 2002. In quell’anno, a seguito di intense precipitazioni, un importante movimento franoso interessò una zona centrale del paese, causando l’inagibilità delle scuole primarie e successivo trasferimento delle classi nell’attuale edificio, donato dal Corriere della Sera in seguito all’emergenza. «Da allora l’area è rimasta sostanzialmente inutilizzata, pur continuando a rappresentare un punto delicato dal punto di vista idrogeologico e paesaggistico – sottolinea Geneviève Goulet, assessore all’Edilizia e all’Istruzione –: la fragilità del versante era tornata a emergere anche nel 2021, quando un nuovo episodio di instabilità aveva riacceso l’attenzione sulla necessità di un intervento complessivo e risolutivo. Oggi, grazie ai fondi ministeriali, l’obiettivo è duplice: mettere in sicurezza il territorio e restituire alla comunità uno spazio oggi non pienamente fruibile».

«Non ci limitiamo a riparare i danni, ma puntiamo a un successivo recupero funzionale degli spazi»

Su questo punto si inserisce anche il contributo della vicesindaca Elena Pesenti, che sottolinea la portata strategica dell’intervento: «Parliamo di un progetto che incide direttamente sulla qualità della vita della comunità. La sicurezza del territorio è la condizione essenziale per garantire continuità ai servizi, in particolare a quelli legati alla scuola e agli spazi pubblici. Intervenire su quest’area significa non solo ridurre il rischio idrogeologico, ma anche creare le condizioni per una futura valorizzazione sociale degli spazi».

«Risorsa per il futuro del paese»

«Oggi non vogliamo limitarci a riparare i danni – conclude la sindaca Zuin – ma puntiamo anche a un successivo recupero funzionale degli spazi esistenti. L’obiettivo è restituire alla comunità l’edificio pubblico e la zona circostante, trasformando un’area rimasta a lungo inutilizzata in una risorsa per il futuro del paese».

L’idea dell’amministrazione è quella di sviluppare uno spazio inclusivo e multifunzionale, aperto non solo ai cittadini di Capizzone ma anche alle associazioni e alle realtà dell’intera Valle Imagna, con una particolare attenzione alla dimensione culturale e aggregativa. Un progetto che unisce sicurezza, riqualificazione urbana e rilancio sociale, con l’ambizione di trasformare una criticità storica in una concreta opportunità di sviluppo per il territorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA