Via ponteggi e cantiere. Almenno, l’ex convento di San Nicola è tornato a risplendere

L’EVENTO. L’antico portone si è riaperto per una giornata di riscoperta promossa dal Fai Giovani di Bergamo. Una caccia al tesoro per scoprire i «segreti» del luogo.

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Per la prima volta dopo oltre un decennio l’ex convento di San Nicola ad Almenno San Salvatore si è mostrato domenica 7 giugno completamente sgombro da ponteggi e strutture di cantiere, restituendo ai visitatori la piena visione della sua architettura monumentale. L’antico portone del complesso si è riaperto per una giornata di riscoperta promossa dal Gruppo Fai Giovani di Bergamo in collaborazione con il Comitato di San Nicola.

Anche una caccia al tesoro

L’iniziativa ha preso il via con una visita a cura del professor Paolo Manzoni, esperto della struttura e conoscitore del Lemine, che ha illustrato la storia e i dettagli dell’edificio: «Il complesso trae le sue origini alla fine del Quattrocento, quando la popolazione locale fece voto di erigere una cappella per invocare la protezione da un’epidemia di peste. Il progetto iniziale si sviluppò tra il 1488 e il 1518, portando alla costruzione di una chiesa monumentale e di un convento dedicati a Santa Maria della Consolazione. Durante il Seicento il complesso cominciò a essere chiamato con il nome di San Nicola, per il culto sempre più diffuso del Santo di Mira». A seguire, i partecipanti si sono sfidati in una caccia al tesoro svoltasi tra la chiesa e l’attiguo ex convento, concepita per avvicinarsi alle peculiarità nascoste del sito.

I restauri

Il fulcro dei restauri, dal costo di circa 300mila euro e conclusi nel 2024, ha riguardato il consolidamento e il ripristino del «Cielo di San Nicola», il soffitto ornato da oltre 1.500 formelle di forma rettangolare e in cotto antico, decorate con disegni di rosoni geometrici o floreali e con figure antropomorfe, ma anche con festoni di frutta, fiori e piccoli ritratti di profilo. Altre operazioni hanno previsto il consolidamento strutturale di travi, travetti e terzere, l’iniezione di materiali per riadesione degli intonaci distaccati, la pulitura e la stuccatura pittorica, portando alla luce dettagli precedentemente ignoti, tra cui il probabile autoritratto di uno dei frati decoratori.

Il supporto del Fai

L’intervento è stato reso possibile grazie alla comunità che nel 2016 ha mobilitato 29.735 voti in occasione dell’ottavo censimento «I Luoghi del cuore» promosso dal Fai, posizionando il sito al sesto posto della classifica nazionale e al secondo in Lombardia; questo risultato ha permesso alla parrocchia di San Salvatore di ottenere 30mila euro con un bando Fai, oltre al sostegno di diverse associazioni del territorio e donazioni di privati.

La festa del 26 luglio

Spiega il sindaco Michele Sarchielli: «Come Comune ci stiamo impegnando nella valorizzazione dell’organo dei maestri Antegnati del 1588, è il più antico della Bergamasca». E aggiunge il parroco don Mario Rosa: «Sono molto legato a questo luogo, a gennaio abbiamo firmato l’atto che l’ha reso di proprietà parrocchiale». Soddisfazione è stata espressa dal Comitato di San Nicola, che ha espresso gratitudine per chi ha permesso di ridare lo splendore che merita a questo posto e ha anticipato: «Domenica 26 luglio ci sarà la festa di Sant’Anna e Gioacchino, ci sarà la celebrazione per festeggiare il passaggio dalla famiglia Lurani alla parrocchia».

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