Il laghetto dello Spigorèl è tornato a riempirsi, ha raggiunto i quattro metri

AMBIENTE. Mercoledì scorso era praticamente asciutto; sabato, invece, il laghetto Spigorèl in alta Val Sedornia aveva un aspetto completamente diverso dopo i nubifragi dei due giorni precedenti.

Lettura meno di un minuto.

Questo affascinante specchio d’acqua si trova in Alta Val Sedornia in una zona calcarea e pertanto non presenta torrenti immissari di superficie. Per questo motivo il suo livello è legato alla comparsa delle acque di percolamento sotterranee che riprendono vigore solo in seguito alle abbondanti piogge; in condizioni di massimo invaso nel punto più profondo l’acqua raggiunge quasi i 5 metri e ne mancava circa 1 per raggiungere questo livello.

Gli invasi artificiali

Discorso diverso meritano invece gli invasi artificiali come ad esempio quello del Barbellino, il più grande della Bergamasca con i suoi 18 milioni dei metri cubi d’acqua. In questo caso la quantità di acqua accumulata è stata impressionante se si considera l’aumento esponenziale della portata dei suoi principali immissari: Val Cerviera, Corni Neri, Trobio, Serio e Valmorta raccolgono infatti le piogge che interessano un bacino imbrifero di oltre 17 chilometri quadrati. Spostandosi poco a monte si trova il lago naturale del Barbellino, nei pressi dell’omonimo rifugio. Come confermato dal gestore Mario Fornoni, nella mattinata di venerdì è esondato riversando l’acqua in eccesso nel fiume Serio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA