(Foto di Colleoni)
LE CELEBRAZIONI. La Messa nella chiesa parrocchiale Cristo Re di Comenduno, in occasione della solennità del Santo Patrono della comunità, Sant’Alessandro Martire.
Lettura meno di un minuto.Comenduno di Albino
«I martiri ci ricordano che costruire una civiltà dell’amore non è utopia, non è ingenuità, ma è possibile. La civiltà dell’amore nasce, come diceva Paolo VI, non da un gesto spettacolare ma da tanti gesti che fanno argine alla disumanizzazione».
Con queste parole il vescovo Francesco Beschi ha concluso l’omelia tenuta In occasione della Messa presieduta nella chiesa parrocchiale Cristo Re di Comenduno, in occasione della solennità del Santo Patrono della comunità, Sant’Alessandro Martire. Che cosa chiede il Vangelo ad ognuno di noi e alla comunità? «Non risposte moralistiche - ha detto monsignor Beschi - che hanno solo l’effetto di allontanare i giovani. Il Vangelo va incorniciato nel nostro mondo e tempo. Papa Leone denuncia il contagio dell’impotenza. Se è vero che non tutti hanno lo stesso potere di incidere nella realtà, nessuno è senza responsabilità e senza possibilità di scelta per impegnarsi a sradicare il male nei campi che conosce per lasciare terra sana e pulita a chi verrà». Con il Vescovo hanno concelebrato il parroco don Alessandro Angioletti; Don Sergio Siraga, già parroco a Comenduno;Don Ilario Girelli, cappellano del Santuario della Madonna della Gamba; don Michele Chioda, originario di Albino. Presenti per l’amministrazione il vicesindaco Fabio Terzi e l’assessore allo sport Sara Vedovati.
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