«L’arte lo ha reso più vicino a Dio». Valgoglio piange don Giovanni Sarzilla

LE ESEQUIE. Si è celebrato sabato mattina 31 gennaio, nella cinquecentesca chiesa parrocchiale di Valgoglio, il funerale di don Giovanni Sarzilla. Ha presieduto la messa funebre il Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi.

Valgoglio

Sull’altare il Vescovo saveriano Natale Paganelli, il parroco di Valgoglio, don Giovanni Crippa e altri otto sacerdoti.

Gremita la chiesa di fedeli di Valgoglio, Gromo, Valcanale, Grone e di alti paesi bergamaschi. Nel corso della Santa Messa, resa più solenne dalle interpretazioni della Corale di Gandellino - Gromo San Marino, monsignor Beschi nell’omelia, riferendosi al Vangelo di San Marco ha tra l’altro affermato: «Come gli Apostoli sulla barca con il mare in tempesta hanno temuto il peggio, anche noi , quando siamo colpiti da eventi preoccupanti ci chiediamo :“Dov’è Dio ?”. E ancora: “Solo la fede in Lui, in questi frangenti, ci può ridare speranza. Non ci scoraggiamo allora, abbiamo fiducia nel Cristo risorto . Don Giovanni, cosi come il fratello don Attilio, ha scelto convinto di essere sacerdote, dedicando tutta la vita a Dio e ai fedeli. Il suo essere artista lo ha aiutato meglio ad essere vicino al Signore”».

Sacerdote generoso e umile con il fratello gemello don Attilio, salito al cielo a fine dicembre del 2019, dopo il pensionamento don Giovanni aveva scelto di vivere a Valgoglio dove aveva continuato ad esercitare il suo ministero come coadiutore del parroco del tempo, don Marco Caldara. Così come il fratello Attilio, amava la montagna e l’arte.

La passione per l’arte

I due Sarzilla nel corso della loro esistenza hanno infatti affrescato chiese, cappelle dei cimiteri, santelle e antiche fontane. I loro quadri abbelliscono oggi le pareti di tante case della Bergamasca. Tra le loro opere più significative le Pale d’Altare della Beata Morosini e di Fra Tomaso da Olera.

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