Morì di Covid nel pieno della pandermia: Alzano intitola una via al super volontario Luigi

Luigi Zanchi è morto nel marzo 2020: era attivo in oratorio e nelle Acli. Il suo nome nell’area di fronte all’asilo Pesenti e la chiesetta di San Giuliano.

Un primo ricordo speciale a uno dei numerosi alzanesi vittime della pandemia in quei primi giorni di marzo 2020, quando il nome di Alzano Lombardo fece il giro del mondo . La Giunta comunale ha approvato il cambio di denominazione del tratto di strada che si trova nell’area antistante all’asilo Pesenti e la chiesetta di San Giuliano ad Alzano Sopra: dalla fine di luglio diventerà largo Luigi Zanchi, in onore del volontario alzanese scomparso il 7 marzo 2020 a causa del Covid-19 .

Si tratta della prima dedica speciale da parte dell’Amministrazione alzanese e potrebbe anche non essere l’ultima: è iniziato un processo di studio delle varie personalità della cittadina seriana scomparse durante la pandemia per poter arrivare ad un ricordo unitario.

«Un dovere»

«Abbiamo ritenuto doveroso dedicare uno spazio pubblico a Luigi Zanchi per manifestare la riconoscenza della comunità e affinché la sua opera sia da esempio per il presente ed il futuro – spiega il sindaco Camillo Bertocchi –. V enerdì 30 luglio si svolgerà l’intitolazione ufficiale . Siamo coscienti del grande bagaglio umano che ci hanno lasciato i nostri concittadini scomparsi in quelle settimane: stiamo raccogliendo le testimonianze sulle loro vite per un ricordo comunitario fatto con i giusti modi e tempi. Luigi Zanchi è stato un infaticabile volontario e punto di riferimento per la comunità di Alzano Sopra ed in particolare per i giovani dell’oratorio e per le attività missionarie».

Luigi Zanchi, classe 1939, figlio del sacrista della parrocchia di Alzano Sopra, sposato con la compianta Giacomina Pezzotta e padre di due figli, ha sempre fatto l’operaio prima alla Zerowatt e poi alle Cartiere Paolo Pigna .

Fin da giovane si è impegnato nella comunità parrocchiale di Alzano Sopra, nelle Acli e all’oratorio San Giovanni Bosco, curando la struttura. Zanchi è stato anche un riferimento fondamentale per la parrocchia e per la scuola materna Pesenti, per le moltissime, piccole e grandi necessità quotidiane. Dopo la morte del padre Luigi, ne raccolse l’eredità nell’attività missionaria, organizzando sempre in oratorio il punto di raccolta e smistamento di materiali di risulta come ferro, carta e cartone, al fine di recuperarli e ricavare denaro da destinare alle attività del gruppo missionario.

Luogo centrale

Il luogo dove indentificare la via da intitolare al volontario è stato scelto a ragion veduta, essendo proprio il punto centrale tra tutte le attività che in vita Luigi Zanchi ha sostenuto, in prossimità dell’oratorio San Giovanni Bosco e dell’asilo Pesenti, della chiesetta di San Giuliano e dell’ex Acli.

La notizia della morte del volontario di Alzano Sopra fece subito il giro di un’intera valle in quelle giornate di dolore, conosciuto per il suo carattere energico e per la sua Apecar rossa . «La sua determinazione e passione è riuscita a riunire attorno a sé l’entusiasmo di tanti altri probi cittadini – si legge nella motivazione della giunta alzanese –: raccogliendo risorse economiche e rendendo possibile la realizzazione di opere che hanno dato vita e speranza a persone e comunità che vivono nel più completo bisogno di aiuto. Siamo certi che l’intitolazione di questo spazio non sarà solo rendere onore a quest’uomo, ma rappresenterà uno stimolo per la cittadinanza per vivere e promuovere il volontariato e il bene comune, in particolare nei confronti delle giovani generazioni».

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