Precipita dal sentiero delle Orobie, addio ad Adele Anna Federici

LA TRAGEDIA. La donna di Cellatica, che avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 30 dicembre, partecipava all’escursione organizzata dalla Commissione Escursionismo della sezione di Brescia del Club alpino italiano.

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Chi li ha incontrati sui monti tra Carona e Valbondione li ricorda come un bel gruppo, in tutto 12 persone, affiatato ed entusiasta di affrontare il trekking delle Orobie insieme alla Commissione Escursionismo della Sezione di Brescia del Club alpino italiano. Fino alla tarda mattinata di lunedì 3 agosto, quando la vita di una di loro, Adele Anna Federici di Cellatica, nel Bresciano, che avrebbe compiuto 60 anni il 30 dicembre, è precipitata tra le rocce nella zona del lago di Coca, intorno ai 2100 metri di quota. È stato un attimo e la comitiva di alpinisti esperti non ha potuto fare nulla, se non assistere impotente alla tragedia e chiedere aiuto per recuperare il corpo dell’amica.

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Mancava una manciata di minuti alle 13 quando l’Sos è arrivato al Numero unico delle emergenze 112. La centrale ha attivato la squadra di Valbondione del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico e ha fatto alzare in volo la prima eliambulanza disponibile, quella del 118 di Bolzano. All’inizio l’incidente non sembrava così grave, tanto che l’intervento era scattato in codice giallo, quello per feriti di media gravità. Purtroppo però lassù, tra i «Giganti delle Orobie», quella che doveva essere una settimana tra le bellezze di alpinismo e natura si era già trasformata in un incubo: il corpo di Adele Anna Federici precipitato tra le rocce e le comunicazioni con i soccorritori per nulla facili.

Quando l’equipe li ha raggiunti, ormai non rimaneva altro da fare che constatare il decesso dell’escursionista di Cellatica. Lo hanno comunicato ai carabinieri della Compagnia di Clusone, che a loro volta hanno avvisato il magistrato. Il pm ha consentito al recupero della salma. Nel frattempo è stato necessario pensare agli altri componenti del trekking, sotto choc, e a farli scendere a valle.

Erano partiti sabato di buonora da Brescia in pullman, attrezzati di tutto punto e allenati per compiere quello che la Commissione Escursionismo aveva presentato come il «Trekking delle Orobie Bergamasche» con difficoltà EE, vale a dire per escursionisti esperti. Anche la sezione «Locatelli» di Bergamo nel descrivere questo tratto del Sentiero delle Orobie orientali tra i rifugi «Baroni al Brunone» e «Merelli al Coca» parla chiaro: «Tracciato per esperti, caratterizzato da ambienti severi, pietraie e passaggi esposti».

Chi ha visto la comitiva giunta sabato a Carona e poi nei primi mille metri di dislivello fino al rifugio «Fratelli Longo», sei ore di marcia sempre con difficoltà EE, è rimasto bene impressionato per equipaggiamento, passo e preparazione. La stessa cosa domenica, nel trasferimento pure intorno alle sei ore fino ai 2297 metri di quota del «Baroni al Brunone», nonostante l’acquazzone che li aveva sorpresi lungo il sentiero, ma che non aveva certo spento l’entusiasmo per l’esperienza che stavano vivendo. Tra loro, pure Adele Anna Federici, che ha trascorso la sua ultima notte tra le amate montagne. Un sogno da assaporare istante dopo istante.

Ieri mattina il gruppo è ripartito per la terza tappa di quella che doveva essere una traversata di sette giorni con pernottamento al «Merelli al Coca», «Curò», «Tagliaferri» e «Passo Vivione», dove erano attesi per trascorrere la notte tra venerdì e sabato e poi scendere alla stazione ferroviaria di Capo di Ponte e prendere il treno che li avrebbe riportati a Brescia.

Partiti dopo la colazione, nelle prime ore non ci sono stati particolari problemi, fino all’arrivo nella zona del lago di Coca, dove l’imprevisto era in agguato ed è costato la vita alla 59enne. Interrompendo la sua marcia su questi sentieri, la sua sequenza di vette, albe e tramonti in quota. Ma non il ricordo dei tanti bei traguardi raggiunti.

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