Primavera calda in Bergamasca, in quota sono già fioriti i rododendri - Le foto

In montagna Analizzando le fotografie degli arbusti che crescono vicino all’Osservatorio di Valbondione, è emerso che la ripresa del ciclo vegetativo non è mai stata così precoce negli ultimi dieci anni: colpa delle alte temperature.

Dopo il lunghissimo periodo siccitoso, l’arrivo delle prime piogge ha permesso a molte fioriture di colorare i pascoli di media montagna anche se, da un confronto fotografico con gli anni passati, è emersa una sostanziale differenza nella loro tempistica. Nel caso specifico si è preso in esame il gruppo di rododendri che cresce nei pressi dell’Osservatorio floro-faunistico di Valbondione, a circa 1.300 metri di quota. Ebbene, la fioritura del primo esemplare è avvenuta questo fine settimana, in tempi mai così precoci nell’ultimo decennio.

Le differenze con lo scorso anno

Rispetto alla primavera 2021 la differenza è notevole poiché l’anno scorso fiorì solo alla fine di maggio. L’assoluta mancanza di neve nell’inverno appena trascorso, in contrapposizione ai buoni accumuli registrati in quello precedente, potrebbe indurre a pensare che tale precocità sia imputabile al minor perdurare al suolo del manto nevoso. Ma nel 2017, sebbene le precipitazioni nevose risultarono assai limitate, la fioritura si verificò negli ultimi giorni di maggio.

Osservando i dati delle stazioni del Centro meteo lombardo anche la situazione termica non risulta favorevole: domenica 15 maggio si sono toccati +6,5°C sul Pizzo Coca (3.050 metri), +15° al rifugio Vodala (1.620),+22° sul Monte Misma (1.020 metri) e + 30,7 a Mozzanica

È quindi verosimile che l’elemento che più tende ad influenzare la data di fioritura di questi arbusti siano le temperature medie registrate nel periodo primaverile. Estendendo il confronto fotografico ad altri anni si evince poi che la fioritura più tardiva si verificò nel 2019, quando i primi esemplari si colorarono solo nei primi giorni di giugno. Considerando che anche quello non fu un inverno eccezionale dal punto di vista degli accumuli, troverebbe conferma la tesi che furono proprio le basse temperature primaverili a ritardare la ripresa del loro ciclo vegetativo.

Per quanto riguarda invece l’entità del deficit idrico in atto da mesi è significativa la desolante panoramica della conca del Barbellino, dove il livello della diga risulta inferiore di una quarantina di metri rispetto ai 65 di massimo invaso. Osservando i dati delle stazioni del Centro meteo lombardo anche la situazione termica non risulta favorevole: domenica 15 maggio si sono toccati +6,5°C sul Pizzo Coca (3.050 metri), +15° al rifugio Vodala (1.620),+22° sul Monte Misma (1.020 metri) e + 30,7 a Mozzanica.

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