Un masso gli ha colpito la gamba recidendo l’arteria: incidente fatale per Evar Cortinovis alla Conca dei Giganti

IL LUTTO. Tragedia in montagna a Valbondione. Un testimone: «Prima ho udito un frastuono e poco dopo un grido di aiuto»

Un sasso lo ha colpito alla gamba, provocando una emorragia che purtroppo gli è stata fatale. È morto così, sabato mattina sulle montagne di Valbondione, Evar Cortinovis, 37 anni di Gazzaniga. La tragedia intorno alle 7.30: l’alpinista, che lavorava come tecnico della qualità alle «Ovs-Officine Valseriana Spa» di Vertova, era in compagnia di un amico e un’amica. Si trovavano nella Conca dei Giganti, l’anfiteatro naturale che fa da contorno al caratteristico laghetto di Coca, a monte dell’omonimo rifugio intitolato allo scomparso Mario Merelli.

Cortinovis era un alpinista esperto

Sono le vette che Evar Cortinovis, così come la moglie Gabriella Riccardi, genitori da quasi due anni di un bimbo, amavano frequentare: i pizzi Redorta, Scais, Porola, Dente di Coca e Coca, che raggiungono i 3.000 metri di quota, solcati da numerosi canali ancora ricoperti dalla neve e tramite i quali è possibile raggiungere le cime in assetto alpinistico.

Il racconto di un testimone

Improvvisa è arrivata la scarica di sassi che pare essersi staccata dalla parte alta del Centrale di Scais. La progressione dei tre alpinisti stava ancora avvenendo alla luce delle lampade frontali, come ha confermato la testimonianza di un escursionista di ritorno dal canale ovest del Coca: «Sono partito da Valbondione verso l’1.30 della notte e ho raggiunto il rifugio un paio di ore dopo. Sono entrato nell’invernale per cambiarmi, trovando sei persone che si stavano preparando per risalire i canali Meridionale e Centrale del Redorta. Una volta superato il laghetto, piegando verso destra, ho visto che in basso si stavano muovendo tre lampade frontali in direzione del Centrale di Scais e ho dedotto che avessero raggiunto il rifugio qualche istante dopo di me». Il testimone si è accorto della scarica di sassi: «Ho udito un frastuono provenire da quel versante ma, non essendoci abbastanza luce, non ho avuto modo di verificare dove fossero caduti. Però, di lì a poco, ho sentito il grido di aiuto e ho capito che erano state coinvolte le persone che avevo visto».

L’intervento dei soccorsi

L’allarme è subito scattato e la sala operativa del Numero unico per le emergenze e urgenze, il 112, ha attivato due elicotteri, da Sondrio e da Bergamo. Ha operato però soltanto quello decollato dall’ospedale Papa Giovanni XXIII, con il supporto della stazione di Valbondione del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico.

Sembra che Evar Cortinovis fosse l’ultimo della comitiva, l’unico a essere stato raggiunto dalla scarica di sassi. Uno di questi, in particolare, lo avrebbe colpito alla gamba destra, recidendogli l’arteria e provocando una grave emorragia, che non gli ha lasciato scampo. Illesi, ma molto scossi, i compagni di escursione, che hanno comunque dovuto ricorrere all’aiuto dei soccorritori.

Il corpo dell’alpinista di Gazzaniga dopo essere stato recuperato è stato portato nella piazzola del Soccorso alpino a Valbondione, dove il medico legale non ha potuto far altro che constatare la morte. La ricostruzione della tragedia è stata compiuta dai carabinieri della Compagnia di Clusone e, su disposizione del magistrato, la salma si trova nella camera mortuaria dell’ospedale Locatelli di Piario. Lì i familiari hanno compiuto il riconoscimento. La restituzione alla vedova, il matrimonio era stato celebrato il 7 ottobre 2023 al rifugio Albani di Colere, in Presolana, avverrà forse già nella giornata di oggi.

Evar Cortinovis era un alpinista esperto e aveva seguito anche i corsi della Scuola Valseriana. Era spesso in montagna, anche in compagnia della moglie Gabriella Riccardi, alla quale aveva chiesto di sposarlo alla loro prima salita insieme di un 4.000, sul Gran Paradiso, l’8 luglio 2023. Sogno poi coronato a poco meno di 2.000 metri di quota, appunto all’Albani, con la scelta non casuale di due paia di scarponi come simbolo della loro unione.

La tragica notizia della morte dell’alpinista si è diffusa rapidamente, tra dolore e incredulità. Il padre di Evar, Fabio Cortinovis, è conosciuto nel mondo automobilistico poiché fa il navigatore accanto ai piloti di rally. .

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