Avo cerca volontari, «un servizio prezioso accanto ai più fragili»

RECLUTAMENTO AL VIA. Iscrizioni aperte sino al 13 ottobre. Poi il corso di formazione per diventare volontari ospedalieri.

Il loro contributo è prezioso, negli ospedali, nelle Rsa e ai triage delle strutture sociosanitarie. Sono 180 i volontari iscritti alla sezione bergamasca dell’Avo, l’Associazione Volontari Ospedalieri (quelli in servizio sono 145). Attiva dal 1979, quest’anno per la prima volta l’associazione amplierà il suo servizio alla Casa di Cura San Francesco, con un gruppo di volontari dedicati.

Iscrizioni aperte fino al 13 ottobre

Nel frattempo è partita, come ogni anno, la campagna di reclutamento; le iscrizioni resteranno aperte fino al 13 ottobre, dal 26 partirà il corso formativo obbligatorio che aprirà ai nuovi iscritti le porte delle strutture sanitarie dove l’associazione opera ormai da 44 anni. Servono forze nuove per irrobustire la rete dei servizi che Avo offre nelle corsie dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, alla casa di riposo Don Orione, all’ospedale di San Giovanni Bianco e da fine anno anche alla San Francesco. Per la prima volta dopo la pandemia il corso riprenderà totalmente in presenza: sono previste cinque lezioni (il martedì o il giovedì alle 17.30) fino al 30 novembre, in collaborazione con Avo Milano. «Abbiamo già un buon numero d’iscritti – spiega la presidente Piera Vitali –, ma di volontari non ne abbiamo mai abbastanza. Cerchiamo persone maggiorenni, disposte a dedicare a questa attività tre ore alla settimana, con un impegno da prendere nel tempo. Persone che abbiano voglia di stare accanto alle fragilità, di mettersi in gioco vicino ai degenti in reparto, agli anziani ospiti delle residenze sanitarie e agli utenti dei Cup e degli ambulatori, che anche loro hanno spesso bisogno d’aiuto».

Il contributo dei volontari dell’Avo è ripreso a pieno ritmo dopo gli anni del Covid, ma il ritorno all’attività tradizionale è stato molto lento: per mesi i reparti sono rimasti inaccessibili e anche tornare ai numeri del 2019, in fatto di personale, non è stato facile. «Non abbiamo ancora raggiunto quei livelli – ammette la presidente dell’associazione –, ma ormai ci siamo molto vicini. Abbiamo attraversato un periodo di crisi come tutte le associazioni, tuttavia i nostri volontari hanno sempre risposto positivamente, fin da quando ci è stato chiesto di prestare servizio negli hub vaccinali». Da qualche tempo le strutture sanitarie hanno fatto cadere anche le ultime prescrizioni e ora i volontari sono tornati anche in corsia: negli ospedali sono presenti negli orari di visita dei parenti, vigilano sul rispetto delle regole, si fermano ad ascoltare i pazienti, stanno loro vicino e li aiutano nelle piccole necessità. Nelle Rsa i volontari collaborano con gli educatori per le attività che le strutture organizzano durante la giornata e s’intrattengono a fare compagnia agli ospiti.

Le nuove reclute saranno in servizio a partire da dicembre: «Vorrei fare un appello particolare a chi abita in Val Brembana – conclude Piera Vitali –: il piccolo gruppo di San Giovanni Bianco avrebbe bisogno di 2-3 volontari in più (ora sono in 5, ndr) per offrire un servizio completo durante tutta la settimana. Li stiamo cercando da tempo, ma purtroppo non si riescono a trovare». Per informazioni, è possibile contattare l’Avo allo 035.2678053.

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