«Corpi Sovversivi», il teatro per costruire relazioni

IL PROGETTO. Il laboratorio dell’associazione Sguazzida da almeno quattro anni riunisce a Levate persone diverse per età, esperienze e percorsi di vita.

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Levate

Non un corso di recitazione, ma uno spazio in cui incontrarsi, esprimersi e costruire relazioni attraverso il teatro. È questa l’idea alla base di «Corpi Sovversivi», il laboratorio promosso dall’associazione Sguazzi Odv che da almeno quattro anni riunisce a Levate persone diverse per età, esperienze e percorsi di vita.

«L’obiettivo del laboratorio è soprattutto costruire un contesto di relazione», racconta Massimo Malanchini, volontario e componente del direttivo dell’associazione presieduta da Alessandro Moro. Un’esperienza aperta a tutti, che negli anni ha accolto giovani under 30, ultrasettantenni, appassionati di teatro e persone coinvolte anche grazie ai servizi del territorio. Oggi il gruppo conta una decina di partecipanti che si incontrano ogni giovedì sera, per due ore, grazie alla collaborazione con il Comune di Levate. La partecipazione è attualmente gratuita.

L’attenzione alle persone

A guidarli è Silvia Briozzo, attrice e regista bergamasca, «scelta non soltanto per le competenze artistiche, ma per la sua attenzione alle persone e alle relazioni». Ogni percorso prende forma attorno a un tema condiviso, che diventa occasione di confronto ed espressione. Dopo aver esplorato le relazioni affettive, quest’anno il gruppo lavora sulle assenze, sul lutto e sul rapporto tra attore e personaggio.

Da questa ricerca nasce «Strappi», lo spettacolo che il 28 novembre, alle 18, alla Sala della Comunità di Levate, chiuderà la seconda edizione del «Festival Funesto», promosso sempre da Sguazzi: diciannove appuntamenti tra Bergamo e sei comuni della provincia, per riflettere attraverso l’arte e la cultura sulla morte e su chi resta: «Abbiamo capito che la gente aveva ancora voglia e forse bisogno di dialogare su questi temi - spiega Malanchini, raccontando la scelta di riproporre il festival -. Portiamo tante domande, pochissime risposte. L’obiettivo è provare a cercarle insieme, con altri».

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