Costruire nuove occasioni di incontro tra il carcere e la città: si cercano volontari
IL PROGETTO. «Unlock» attraverso arte, cultura e partecipazione porta all’attenzione della cittadinanza i temi della giustizia, della libertà e del reinserimento sociale
Lettura 2 min.Bergamo
Un gruppo di volontari che possa accompagnare le attività della rete durante tutto l’anno, contribuendo a costruire nuove occasioni di incontro tra il carcere e la città. È il nuovo obiettivo di «Unlock», il progetto bergamasco che attraverso arte, cultura e partecipazione porta all’attenzione della cittadinanza i temi della giustizia, della libertà e del reinserimento sociale. La storia di «Unlock» comincia quando alcune realtà impegnate nel mondo dell’esecuzione penale decidono di incontrarsi attorno a un tavolo.
Un orizzonte comune
L’intenzione è condividere esperienze e competenze, ma soprattutto costruire qualcosa che vada oltre le singole iniziative, per indicare un orizzonte comune. Da quel primo confronto nasce una rete che oggi riunisce oltre venti realtà tra cooperative sociali, associazioni, istituzioni e organizzazioni del territorio. Il punto di partenza è una convinzione da sdoganare, una distanza da accorciare: il carcere, pur essendo parte della città, viene spesso percepito come una realtà distante. Un’idea, questa, che guida anche il festival «Unlock- Evasioni Artistiche». Nel 2025 la manifestazione ha proposto cinque giornate e diciassette eventi, affrontando anche il 50° anniversario della riforma penitenziaria. Lo scorso giugno, la seconda edizione, ha portato tra Daste e la cooperativa Areté, incontri, spettacoli, musica e momenti conviviali. Tra gli appuntamenti, il convegno dedicato al lavoro come opportunità di reinserimento, le «performance» teatrali nate all’interno degli istituti penitenziari, le iniziative rivolte ai giovani e la cena «Una Luce sul Carcere». Occasioni diverse per affrontare temi complessi attraverso linguaggi accessibili. E soprattutto favorire l’incontro, una conoscenza oltre le barriere e i pregiudizi.
«Mettere al centro la persona, prima e oltre il reato commesso, significa prima di tutto tutelarne la dignità. È questo il cuore del Festival Unlock - dice Carla Coletti, referente per il tavolo e direttrice artistica della manifestazione -, un’iniziativa che nasce da realtà che ogni giorno vivono sul campo la realtà della reclusione, dei percorsi trattamentali, rieducativi e di reinserimento. Con questo festival vogliamo lanciare un messaggio chiaro: la giustizia e il reinserimento sociale non sono questioni che riguardano solo chi è all’interno di un istituto di pena, ma sono temi che devono coinvolgere l’intera collettività. Costruire percorsi di riscatto significa investire su una società più giusta e sicura per tutti». Il lavoro della rete non si esaurisce però nel festival. Sul finire del 2025 e in occasione delle festività natalizie, al Donizetti Studio di Bergamo, è nata anche la «Bottega dell’Economia Carceraria», uno spazio dedicato ai prodotti realizzati nell’ambito di percorsi lavorativi legati al carcere. Un’iniziativa che tornerà anche quest’anno e che rappresenta uno dei possibili appuntamenti per i nuovi volontari. Finora le attività di «Unlock» hanno potuto contare soprattutto sulla disponibilità di operatori, collaboratori e persone provenienti dalle organizzazioni aderenti.
Un gruppo riconoscibile
Ora l’intenzione è costituire un gruppo riconoscibile e continuativo. Non servono competenze particolari: «Abbiamo bisogno di cittadini che scelgono di dedicare qualche ora a “Unlock” e di raccontarlo a chi conoscono. Sono loro che possono aiutarci a portare il festival e le altre iniziative fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori. Quando un vicino di casa, un collega, uno studente si mette in gioco in prima persona, il messaggio arriva più lontano di qualsiasi campagna. Ogni volontario – conclude Coletti - è una porta aperta in più verso la città».
Le persone interessate potranno iscriversi attraverso un apposito modulo (https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdtuhxi29CrqFO_ePBHCckOLFCYsX2g70PzXacXIn5WkDKObg/viewform). Seguirà un colloquio con il personale di Csv Bergamo Ets, che si occuperà di seguire e formare i volontari.
© RIPRODUZIONE RISERVATA