Il Ponte della Speranza unisce 300 persone

L’ASSOCIAZIONE. Attività e proposte ai pazienti oncologici e ai loro familiari. «Per uscire dalla dimensione della malattia e a vivere esperienze diverse».

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Non soltanto cure mediche, ma anche attività capaci di aiutare le persone a ritrovare equilibrio, relazioni e momenti di normalità durante la malattia. È questa la filosofia di The Bridge for Hope-Il Ponte della Speranza, associazione nata nel gennaio del 2016 a Bergamo per offrire gratuitamente attività e proposte ai pazienti oncologici e ai loro familiari.

Coinvolte 300 persone ogni anno

A ricordarne la storia è Serena Panzeri, presidente e tra le fondatrici dell’organizzazione: «L’idea è nata durante la malattia di mio papà - spiega -. Mi ero avvicinata a un centro negli Stati Uniti che proponeva attività dedicate al benessere psicologico e fisico dei pazienti e dei caregiver. In Italia, allora, questo approccio era ancora poco diffuso». Da quell’esperienza è nato un progetto che oggi coinvolge, ogni anno, dalle 200 alle 300 persone tra pazienti, familiari e caregiver, sul territorio bergamasco. L’obiettivo è accompagnarle affinché si sentano accolte e sostenute dal punto di vista emotivo e relazionale. Tra le attività proposte dall’organizzazione, che conta una quindicina di volontari, ci sono i percorsi di yoga e ginnastica posturale, progetti di estetica oncologica e iniziative culturali pensate per creare occasioni di incontro anche fuori dall’ambiente ospedaliero. Particolarmente significativa è la collaborazione con l’Accademia Carrara, con cui The Bridge for Hope ha sviluppato un programma di percorsi guidati dedicati ai pazienti e alle loro caregiver. «Attraverso alcune opere si aprono momenti di confronto e condivisione - racconta Panzeri -. Per qualche ora le persone riescono a uscire dalla dimensione della malattia e a vivere un’esperienza diversa, anche insieme ai propri familiari». Da questa collaborazione nasce anche un nuovo progetto che da giugno unirà arte, benessere e verde: sessioni di yoga nei giardini dell’Accademia Carrara precedute dalla visita a un’opera del museo. Un’iniziativa pensata per pazienti e caregiver ma aperta anche alla cittadinanza.

Negli ultimi anni l’associazione ha orientato il proprio impegno al mondo pediatrico grazie alla collaborazione con l’associazione ConGiulia onlus: «Abbiamo sostenuto alcune loro attività sportive e ricreative, promosse per i bambini in cura presso la Pediatria oncologica dell’Asst Papa Giovanni XXIII - continua Panzeri -. Sempre in questo ambito abbiamo poi contribuito a un progetto legato alla fisioterapia e al reinserimento nella vita quotidiana». In questo 2026 e grazie alla collaborazione con la Pediatria e Volley Bergamo, infine, «abbiamo portato oltre 150 piccoli pazienti a vedere le partite, organizzando anche momenti di incontro con le giocatrici. Si tratta sempre di piccoli momenti di svago che però riscuotono grande successo sia nei minori che nelle loro famiglie».

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