Nepios per i bambini: donati 135mila euro per rafforzare i progetti
LA PRESENTAZIONE. I fondi sosterranno le iniziative promosse in ospedale e in carcere per i genitori detenuti. La presidente: «Dalla solidarietà alle azioni concrete».
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Bambini che hanno bisogno di essere accompagnati nei primissimi anni di vita, adolescenti che chiedono aiuto per una sofferenza che rischia di rimanere nascosta, genitori detenuti che devono poter ricostruire il legame coi loro figli. Bisogni diversi, ma con un punto in comune: la necessità di una presa in carico attenta, precoce e capace di guardare alla persona. È questa la direzione che Nepios porta avanti da oltre 20 anni accanto all’Asst Papa Giovanni XXIII, sostenendo progetti innovativi per l’infanzia, l’adolescenza e le famiglie. E anche quest’anno l’impegno prosegue con uno stanziamento di 135.500 euro per la Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza, la Neurochirurgia pediatrica, il Centro per il bambino e la famiglia e la Neuroradiologia pediatrica.
Stanziati 135.500 euro per la Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza, la Neurochirurgia pediatrica, il Centro per il bambino e la famiglia e la Neuroradiologia pediatrica
«Il nostro impegno è continuare a offrire risposte concrete e tangibili alle emergenze sociali che incontriamo ogni giorno, sostenendo progetti capaci di generare un impatto reale sulle persone più fragili – ha spiegato la presidente di Nepios Tullia Vecchi –. Anche quest’anno vogliamo trasformare la solidarietà in azioni concrete, contribuendo alla realizzazione di interventi che possono migliorare la vita».
Il ricordo di Franco Tentorio
La presentazione dei progetti si è svolta alla Tenuta Casa Virginia di Villa d’Almè e si è aperta con un momento di memoria dedicato all’ex sindaco Franco Tentorio, recentemente scomparso (presenti alla serata la moglie Angela e la nipote Ida). Un ricordo sentito per una figura che è sempre stata vicina a Nepios e al suo percorso. Il saluto dell’amministrazione comunale è stato portato dal vicesindaco Sergio Gandi. «Quella di Nepios è un’attività enorme a favore dell’infanzia e dell’adolescenza del nostro territorio – ha sottolineato il direttore generale del “Papa Giovanni” Francesco Locati –. Dietro questi progetti c’è un lavoro straordinario che l’associazione porta avanti a fianco delle istituzioni, con un ruolo anticipatorio rispetto ai bisogni crescenti e una capacità di stimolare a fare sempre meglio».
«I risultati li leggiamo negli occhi dei bambini e delle famiglie che possono arrivare ai nostri servizi grazie a questi progetti – ha aggiunto il direttore sociosanitario Simonetta Cesa –. Sono percorsi che permettono di costruire risposte più vicine e efficaci».
Tra i progetti confermati c’è quello sui primi mille giorni, dedicato all’intervento precoce sui fattori di rischio e di protezione per lo sviluppo neuropsichico. Un percorso che mette al centro la relazione tra bambino e genitori, con particolare attenzione anche ai piccoli prematuri. Prosegue inoltre il progetto rivolto agli adolescenti con comportamenti autolesionistici, attraverso percorsi psicologici e terapeutici dedicati ai ragazzi e alle loro famiglie. «La relazione tra mamma e bambino è fondamentale per lo sviluppo futuro – ha spiegato Patrizia Stoppa, direttore della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza –. L’attenzione ai bambini prematuri e alle famiglie si affianca al lavoro sugli adolescenti, per intercettare il disagio prima che diventi difficile da affrontare».
«Attenzione alla persona»
Continua anche «Quando il detenuto è genitore», in collaborazione con l’amministrazione penitenziaria, per sostenere la relazione tra genitori detenuti e figli. «Questi progetti fanno parte di un’attenzione più ampia alla persona e alla sua dignità – ha detto la direttrice del carcere Antonina D’Onofrio –. Il detenuto ha una storia, una famiglia e un ruolo genitoriale che deve essere riconosciuto».
Un macchinario per la ricerca
Sul fronte della ricerca, Nepios rinnova il sostegno alla Neurochirurgia pediatrica con un progetto dedicato agli approcci mini-invasivi per il trattamento delle patologie oncologiche, vascolari e della base cranica per ridurre l’impatto degli interventi sui piccoli pazienti. «Ridurre l’invasività della chirurgia cranica in età pediatrica significa diminuire i rischi e aumentare l’efficienza delle cure», ha spiegato il direttore della Neurochirurgia pediatrica Luigi Lanterna. L’associazione continuerà a sostenere anche l’innovazione in Neuroradiologia pediatrica grazie all’acquisto di un ecografo per lo studio della vascolarizzazione cerebrale dei neonati cardiopatici congeniti.
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