Non solo Terza età: prendersi cura di tutte le fragilità

«ABITARE LE ETÀ». L’associazione compie dieci anni ed ha cento soci. Le iniziative nell’ambito di formazione, informazione e condivisione. Lo sportello telefonico.

Dieci anni di attività, uno sguardo che attraversa le generazioni e una convinzione forte: la fragilità non riguarda solo la Terza età, ma accompagna la vita in momenti diversi. Spesso invisibili. È da questa consapevolezza che nel 2016 nasce Abitare le età ets, fondata da un gruppo di cittadini già impegnati nel sociale con l’obiettivo di pensare ai bisogni, promuovere nuovi modelli di welfare dedicati alla fragilità e fondati sulla mutualità e sulla prossimità. «Il progetto parla di “età” al plurale sia per la consapevolezza che le problematiche della popolazione anziana e delle persone fragili si riflettono in modo diretto e spesso complesso sulle famiglie, sia per la convinzione della necessità di mantenere vivace e positiva la comunicazione fra le diverse “età”, favorendo il dialogo fra le generazioni», spiega la vicepresidente Angiola Minotti. L’associazione «non si è mai occupata di una singola patologia, ma ha sempre cercato di avere uno sguardo più ampio, capace di approfondire i temi, informare, costruire risposte - aggiunge Raffaella Cornelli, socia e nel collegio dei garanti -. L’intento è provare a eliminare la solitudine, che spesso è il peso più grande per chi vive queste situazioni».

Nel corso degli anni l’associazione è cresciuta (oggi i soci sono più di 100). Da una realtà inizialmente circoscritta, si è progressivamente aperta al dialogo con enti pubblici, associazioni e servizi, costruendo collaborazioni stabili e una rete sempre più ampia. Le attività di Abitare le età si muovono lungo tre grandi direttrici: formazione (sia con iniziative individuali che di gruppo, con corsi e incontri di parola e mutuo aiuto), informazione (con approfondimento di temi che riguardano la popolazione anziana e il mondo delle fragilità) e condivisione, anche attraverso uno sportello informativo telefonico, «attivo senza limiti di orario e giornate, che orienta i cittadini fra i servizi e le strutture del territorio. Molti - affermano - si trovano improvvisamente in difficoltà e non sanno a chi rivolgersi». E offrire risposte chiare è già una prima forma di cura.

Realizzate due pubblicazioni

Vengono promossi convegni pubblici e momenti formativi su temi come la cura, il fine vita, la sicurezza domestica, e sono state realizzate anche due pubblicazioni: una sulle «Strutture sanitarie, assistenziali, sociali di Bergamo e provincia» e una su «Le residenze solidali», altro ambito che vede l’associazione coinvolta nella ricerca di soluzioni abitative per far fronte, in sinergia con altri attori, alle esigenze di un invecchiamento sano e vivibile. «Fin dagli inizi - ricordano - ci siamo inoltre occupati di caregiver familiari, spesso sovraccaricati da responsabilità e affaticamento». L’associazione organizza per loro corsi e incontri, e partecipa al Laboratorio Caregiver di Ats. Negli ultimi quattro anni l’attenzione si è inoltre concentrata su adolescenti e giovani adulti che si prendono cura di un familiare fragile, spesso sacrificando scuola, relazioni e spazi di crescita personale. Attraverso interventi nelle scuole superiori, Abitare le età ha raggiunto circa 1.000 studenti e 90 docenti, fatto interventi in 42 classi e svolto circa 90 sedute di «counselling».

Il nuovo presidente

Con il rinnovo del direttivo a novembre 2025 è stato eletto anche il nuovo presidente, Fausto Gritti, onorato e riconoscente per questo ruolo: «La passione che ho trovato, insieme alle competenze, saranno – commenta - uno stimolo per continuare tutte le azioni già intraprese e arricchire la proposta con nuove progettualità. Accanto alla conferma e allo sviluppo dei “settori tradizionali”, siano pronti per affrontare nuovi temi e organizzare convegni pubblici su argomenti quali la sussidiarietà. Lavoreremo per offrire una maggiore continuità alle richieste di assistenza che ci arrivano, per migliorare gli strumenti di comunicazione, per organizzazione una segreteria permanente, e per individuare tematiche e modi per coinvolgere i più giovani nella vita della nostra associazione».

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