Mugnoli, broccolo riccio e rapa, le verdure della Maiella

(ANSA) - LAMA DEI PELIGNI, 02 OTT - Dai 'mugnoli di Pettorano sul Gizio' (L'Aquila) al broccolo riccio di Lama dei Peligni (Chieti) alla rapa di Guardiagrele (Chieti), tante sono le varietà di verdure invernali presenti nei paesi del Parco Nazionale della Maiella che per valorizzarne produzione e diffusione, attraverso il Centro di Conservazione della Biodiversità vegetale, porta avanti uno studio sulle risorse genetiche della famiglia delle Brassicaceae, i "broccoletti". Le attività di ricerca sono state sviluppate in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Fisiche e Chimiche dell'Università dell'Aquila, grazie a un finanziamento del Gal "Abruzzo Italico - Alto Sangro srl".
Alla parte botanica e agronomica lavorano i tecnici del Parco coadiuvati dalla Società Cooperativa "Valleluna", nella Riserva naturale Monte Genzana Alto Gizio. Introdotta negli stazzi montani dai pastori di ritorno dalla Puglia, la coltivazione dei mugnoli si è conservata anche dopo l'abbandono della pastorizia transumante, trovando posto lungo il tratturo di Pettorano favorita dalla presenza del fiume Gizio. Sono state messe a confronto le varietà locali di cavoli e rape presenti nel Parco (Mugnoli di Pettorano, Rapa dell'Osento di Atessa, Rapa di Guardiagrele, Broccolo riccio di Lama dei Peligni) con gli ecotipi commerciali (Rapa di foglia senza testa, Cima di Rapa Grande Mazartica, Cima di rapa 90° Riccia San Marzano) per una comparazione morfologica basata sui caratteri Giba (Gruppo di lavoro nazionale sulla Biodiversità Agraria) e un confronto basato su analisi di immagini delle foglie, spettroscopia infrarossa e profilo dei volatili.
Un primo lavoro scientifico è stato pubblicato sulla rivista 'Applied Sciences'. Oltre a questo studio, il confronto preliminare tra i mugnoli di Pettorano e le cime di rapa commerciali evidenzia significative differenze nella composizione chimica dei macro-costituenti e nel profilo dei composti volatili. Per Angelo D'Archivio, coordinatore dello staff ricerca del Dipartimento di Scienze Fisiche e Chimiche dell'Università dell'Aquila, "nonostante l'analisi delle immagini non contenga un'esplicita informazione chimica sulla composizione delle diverse varietà, è risultata tecnica idonea per la differenziazione del mugnolo di Pettorano sul Gizio dalla cima di rapa; la possibilità di caratterizzare rapidamente le specie vegetali senza necessità di manipolazione preliminare del campione la rende una tecnica adeguata per acquisire un'impronta digitale delle varietà botaniche di interesse e sviluppare modelli statistici per l'autenticazione delle varietà locali e la loro discriminazione da cultivar simili. L'elaborazione dei dati acquisiti mediante spettroscopia infrarossa e del profilo dei composti volatili, che saranno oggetto di ulteriori pubblicazioni scientifiche, consentiranno di identificare le specie molecolari più idonee per la discriminazione varietale".
Per il direttore del Parco della Maiella, il botanico Luciano Di Martino, si tratta di "un risultato concreto che conferma il ruolo strategico del Parco nella conservazione dei sistemi agricoli tradizionali individuati come determinanti per mantenere importanti equilibri ecologici e di paesaggi agrari di straordinario interesse storico e culturale". (ANSA).

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