«Storie sbagliate»: Luigi Gualdi, da Vertova alla triste fine alla Caienna

Gabriele Moroni, insieme a Mario Gualdi, hanno raccolto in un libro che si intitola «Il Papillon italiano», la storia di Luigi Gualdi che nei primi anni del ’900 scappa dalla miseria della Val Seriana, e finisce in un giro sbagliato che lo porterà nel carcere della Guyana francese dove morirà di stenti.

«Storie sbagliate»: Luigi Gualdi, da Vertova alla triste fine alla Caienna

Una storia che fino ad ora era rimaste nell’ombra, forse anche perché era una storia sbagliata di quelle che non finiscono bene. Luigi Gualdi nasce nel 1905 a Vertova, quarto di undici figli di una famiglia che ha risentito delle conseguenze della Prima Guerra Mondiale. Da ragazzo comincia a frequentare il Partito Socialista. A diciassette anni decide che non vuole fare il contadino o l’operaio e emigra in Francia. È qui che cominciano i suoi problemi, incontra André Gauthier e insieme rubano, rapinano e sparano. Comincia qui un percorso di vita «sbagliato che lo porterà a una condanna ai lavori forzati a vita nel 1927. In Francia questa condanna significa la deportazione in Guyana francese al campo di prigionia della Caienna, tristemente noto per le condizioni disumane in cui vengono imprigionati i condannati. Qui dopo poco più di un anno di prigionia infernale, Luigi Gualdi muore.

Una vita che sembra una sceneggiatura di un film che il giornalista Gabriele Moroni, insieme al nipote di Luigi Gualdi, Mario e al pronipote Fabio hanno riportato alla luce con documenti originali. Il libro si intitola Luigi Gualdi, il papillon italiano. Un viaggio infernale dalla Bergamasca alla Caienna» ed è edito da Diarkos.

Guarda qui l’intervista a Gabriele Moroni andata in onda in Tic Tac, la rubrica settimanale di cultura e spettacolo del telegiornale di Bergamo Tv.

La storia di Luigi Gualdi da Vertova alla Caienna

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