Pietre d’inciampo: memoria che non si impone, si sceglie

Giorno della Memoria. Continua anche a Bergamo il progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig. Abbiamo cercato di spiegare di che cosa si tratta e poi abbiamo fatto un viaggio virtuale tra le pietre posate nella Bergamasca.

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Una memoria che non si impone ma si sceglie di vedere, su cui si decide di soffermarsi e non andare oltre. Gunter Demnig ha pensato alle pietre d’inciampo con questo intento: piccoli cubetti di cemento ricoperti di una lastra di ottone che vengono incastonati nel terreno di fronte alle case dei deportati deceduti nei campi di concentramento nazisti.

Una targa che brilla in mezzo al cemento di una strada, di un marciapiede, che può catturare l’attenzione dei passanti, che può far scaturire una riflessione oppure essere ignorata.

A Bergamo l’Isrec, insieme al Comune di Bergamo, alla Provincia e Aned stanno cercando di creare una rete affinchè il progetto possa diffondersi in tutta la Bergamasca. A supporto è stato pubblicato anche un piccolo volume tascabile con la mappa di tutte le pietre d’inciampo messe a dimora correlata da una breve descrizione della vita dell’uomo a cui è dedicata.

Elisabetta Ruffini, direttrice di Isrec Bergamo, ci spiega il progetto e ci fa fare un viaggio virtuale tra le pietre d’inciampo della nostra provincia. Guarda.

Tic Tac: il Giorno della Memoria e le pietre d'inciampo di città e provincia. Video di Roberto Vitali

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