Bergamo piange un altro carabiniere: il maresciallo maggiore Gelmini di Sovere
L’Arma dei carabinieri è in lutto

Bergamo piange un altro carabiniere:
il maresciallo maggiore Gelmini di Sovere

Dopo Claudio Polzoni, Bergamo piange anche un secondo carabiniere: Fabrizio Gelmini, 58enne di Sovere, che ha pagato la sua dedizione e il suo spirito di sacrificio nella lotta al virus che sta infestando l’Italia.

È stato infatti stroncato dal Covid-19 il maresciallo maggiore Gelmini, che lavorava alla stazione dell’Arma di Pisogne nel Bresciano. La sua morte ha suscitato grande commozione e cordoglio sia a Pisogne, sia a Sovere, dove il militare dell’Arma abitava, era conosciutissimo e molto apprezzato. Alto Sebino in lutto, dunque, e si unisce al dolore della moglie e dei due figli, di 22 e 18 anni.

L’Arma dei carabinieri ha espresso le proprie condoglianze per la morte di Gelmini e del luogotenente Mario D’Orfeo, comandante della Stazione dei carabinieri di Villanova d’Asti , «deceduti nelle ultime ore a causa delle complicanze di polmoniti da coronavirus. Entrambi hanno dedicato la propria vita al dovere, alle istituzioni e soprattutto ai cittadini e alle comunità su cui erano chiamati a vigilare. Il maresciallo Gelmini, prima come carabiniere e successivamente come sottufficiale, è sempre stato impiegato nelle stazioni dei carabinieri. A quella di Pisogne era giunto nel 1994. Il comandante generale e tutta l’Arma si stringono compatti intorno al dolore delle famiglie dei militari».


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