Sebino, la frana preoccupa
A Vigolo evacuate 7 famiglie

In località Squadre, ordinanza in vigore da giovedì 25 febbraio. Strade ancora chiuse, resta isolata Parzanica. Mercoledì 24 febbraio si è tenuto il vertice dei sindaci di Tavernola, Vigolo e Parzanica con Regione e Provincia: monitoraggio della frana, poi si deciderà cosa fare.

Un milione di metri cubi di rocce e detriti incombono sopra la zona del cementificio di Tavernola: i movimenti del terreno registrati dai 20 sensori che monitorano il monte Saresano, installati dopo la frana da 10 mila metri cubi scesa dalla ex miniera Ognoli il 22 novembre 2010, rivelano una situazione preoccupante. Attorno al tavolo che ieri per tutto il pomeriggio in municipio a Tavernola ha visto confrontarsi i sindaci (oltre a Ioris Pezzotti di Tavernola, Battista Cristinelli di Parzanica e Gabriele Gori di Vigolo), con Gianfranco Gafforelli, presidente della Provincia, Adriana Bellini, presidente della Comunità montana, funzionari e tecnici di Regione, i rappresentanti dello stabilimento Italsacci, carabinieri e Protezione civile, è calato il silenzio quando è arrivato il dato delle ultime rilevazioni: la frana si è mossa di un centimetro in 24 ore. Per questo i geologi presenti hanno detto esplicitamente che «il rischio frana è molto elevato».

«Stiamo parlando – spiega Romeo Lazzaroni, assessore al territorio e alle attività produttive della Comunità montana e consigliere comunale di Tavernola – di una frana da un milione di metri cubi in movimento sotto la località Squadre, un pugno di case tra Vigolo e Parzanica». Considerata la criticità registrata in questa località, situata nel territorio di Vigolo, il sindaco Gabriele Gori ha predisposto l’ordinanza per evacuare sette famiglie, che oggi dovranno lasciare le loro case: «Abbiamo trovato per tutti – sottolinea lo stesso Gori – una sistemazione in paese». Esclusa invece, almeno momentaneamente, l’evacuazione di chi abita in località Pontél. L’intera area è soggetta a fenomeni franosi da almeno cinquant’anni: il sistema per il monitoraggio registra ogni scostamento ed è collegato ai semafori posti all’incrocio tra la provinciale 469 (la rivierasca), il raccordo della strada 78 e a quelli della bretella di Cambianica, frazione di Tavernola: in caso di movimenti anomali, i semafori diventano rossi e le strade vengono chiuse. È successo martedì, ed era accaduto anche in passato ma, considerata la gravità della situazione, per la prima volta è stato evacuato il cementificio.

Il sistema di monitoraggio sta funzionando e i dati sono inequivocabili, ma ieri si è ragionato sulle possibili cause di tale movimento. Gli scenari possono essere potenzialmente catastrofici, nel caso in cui tutta la frana scendesse di colpo verso valle, o più rassicuranti nel caso in cui dalla montagna si staccassero piccole quantità di materiale. È stata approfondita anche l’ipotesi secondo cui i movimenti degli ultimi giorni sarebbero l’effetto delle scosse di assestamento successive al piccolo terremoto che la scorsa settimana ha avuto come epicentro Viadanica. «Non possiamo escludere nulla – aggiunge Lazzaroni – e purtroppo dobbiamo essere pronti a ogni evenienza: se la frana cadesse, creerebbe danni difficilmente immaginabili». Quel che è certo, è che non c’è tempo da perdere. «La Regione - spiega il sindaco di Tavernola, Ioris Pezzotti – sosterrà i costi della valutazione geologica in corso, fondamentale per capire se dobbiamo aspettare che il terreno si assesti nel giro di pochi giorni o se continuerà a muoversi. La Provincia, invece, i costi per un monitoraggio di dettaglio del sistema franoso, affidato da un team specializzato e in programma entro sabato. Sulla base dei risultati, si valuterà cosa fare».

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