Arrestato un palestinese a Sorisole Vendeva cocaina girando in bicicletta
La cocaina e i soldi sequestrati a Sorisole dai carabinieri a un 30enne palestinese

Arrestato un palestinese a Sorisole
Vendeva cocaina girando in bicicletta

I carabinieri hanno arrestato venerdì 27 marzo a Sorisole un 30enne palestinese con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nella mattinata di ieri, nel corso di un servizio di controllo del territorio finalizzato all’osservanza delle particolari prescrizioni imposte per contenere la diffusione del contagio da nuovo coronavirus, i carabinieri della Stazione di Villa d’Almè, supportati da personale del 6° Battaglione Toscana, hanno arrestato a Sorisole un 30enne palestinese, irregolare sul territorio nazionale, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; lo stesso è stato inoltre denunciato per violazione della normativa sulla legge immigrazione, nonché per l’art. 260 della legge 1265/1934 T.U. Legge Sanitarie (violazione ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva) e art. 452 c.p. (delitti colposi contro la salute pubblica).

I carabinieri hanno notato l’uomo, in sella a una mountain bike sulla pista ciclabile del paese, il quale dopo aver ceduto della sostanza stupefacente a un uomo del posto, veniva fermato per un controllo. Il 30enne, oltre a non aver giustificato la sua presenza sulla pista ciclabile, in violazione al D.P.C.M., è stato trovato in possesso di 18 dosi di sostanza stupefacente del tipo cocaina (per un totale di circa 18 grammi), oltre a somma di denaro contante per complessivi 215 euro, di cui non ha saputo giustificare la provenienza. Al termine delle formalità di rito, la Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Bergamo disponeva il suo trasferimento presso la casa circondariale di Bergamo in attesa del processo.

Nel contempo, i militari procedevano al sequestro amministrativo di gr. 2,3 di sostanza stupefacente consegnata spontaneamente dall’acquirente che ammetteva di averla acquistata per l’importo di 150 euro poco prima dall’arrestato.


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