Foppolo, una pista per allenare i campioni L’idea in vista delle Olimpiadi del 2026
Petra Vlhova sulle piste di Foppolo

Foppolo, una pista per allenare i campioni
L’idea in vista delle Olimpiadi del 2026

Il Canalino potrebbe ospitare le prove dei big dello sci anche in vista delle Olimpiadi del 2026. Tracciato sfruttabile fino a tarda primavera e in notturna. L’appoggio di Fisi e Regione Lombardia.

«Ski Farm private training Salomon Ski Stadium», il progetto che non c’ era. E che strizza l’occhio al sogno olimpico di Milano-Cortina 2026. Foppolo ha i piedi nel presente e lo sguardo rivolto al futuro, grazie a un’ idea innovativa che diviene il migliore degli assist per gli sci club e per gli atleti di Coppa del mondo. Ne sanno qualcosa la slovacca Petra Vlhova, la svizzera Lara Gut così come le nazionali tedesca e canadese che - nei mesi scorsi - hanno toccato con mano la qualità di una nuova realtà tutta efficienza, qualità e soprattutto sinergia. Quella che ha innescato il direttore Giorgio Scuri, trovando dapprima l’accordo con Giacomo Martignon, amministratore dei terreni e fulcro indispensabile per aver messo a disposizione i mezzi meccanici, per poi schierare in campo un team altamente qualificato con l’ allenatore Claudio Chiozzini unitamente ai responsabili nonché gattisti degli impianti di Foppolo, Alessandro Gherardi e Luca Cattaneo.

Il Passo della Croce, ossia la partenza, è raggiungibile attraverso un servizio jeep o motoslitte coordinato mentre l’ arrivo è fissato sul piano che incrocia la Montebello (pista del Canalino). La lunghezza del tracciato è di 350 metri, la pendenza media del 45% e il dislivello 120-130 metri. «Si può lavorare nelle condizioni migliori - sottolinea Scuri - sia in campo libero sia su due tracciati di slalom, in cui si può arrivare fino a 50 porte per lo speciale (un massimo di 25 per il gigante).

Altro aspetto basilare la possibilità di allungare la stagione visto che nel canalino del Valgussera la neve resta fino a primavera inoltrata. Da non dimenticare la possibilità di un’ ulteriore coda attraverso un sistema d’ innevamento altamente performante in funzione dal 1° novembre».

Un progetto che, come detto, ha già addosso gli occhi delle stelle della Coppa del Mondo cosi come di Spm, azienda varesina leader nella produzione di pali da slalom: «Avere tra i partner una realtà simile - continua Scuri - è grande motivo d’ orgoglio. Il Canada femminile, allenato nelle discipline tecniche dal leffese Luca Agazzi, si sta muovendo per trasformare il Salomon Ski Stadium nella sede delle proprie sessioni di preparazione per le competizioni in Europa.

Livio Magoni con Petra Vlhova, contestualmente, sta già diventando di casa e avere feedback di livello da un tecnico di tale spessore diviene per noi il miglior biglietto da visita».

Dalla Fisi di Bergamo pronto e immediato sostegno, Regione Lombardia - tramite l’ assessore Lara Magoni - è già vigile mentre si fa un pensierino al classico step in più. Da ponderare, naturalmente, ma già vivo nelle intenzioni: un impianto d’ illuminazione. Una fruibilità al calare del sole, peraltro, consentirebbe di dare nuova propulsione a un sistema che - già forte dell’ orografia di Branzi, ideale per le parti atletiche e delle strutture alberghiere della zona dell’ Alta Valle - andrebbe a innescare un indotto per il sistema, cosi come un preziosissimo volano in termini d’ immagine.

«Un progetto interessante - dice il sindaco Gloria Carletti - per l’ immagine e l’ indotto che potrebbe derivarne. Si avrebbe un centro di allenamento per sci club e per campioni vicino a casa, con la possibilità di sfruttarlo anche nei mesi di maggio o giugno».


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