Cade a Brembilla, muore impresario edile «Da inizio anno venti decessi sul lavoro»

Cade a Brembilla, muore impresario edile
«Da inizio anno venti decessi sul lavoro»

Un impresario edile di 57 anni, residente a Cazzano, è morto in un incidente sul lavoro a Brembilla, in un’azienda agricola.

Il tragico incidente mortale intorno alle 14 di venerdì 4 ottobre in via Sottocamorone. A perdere la vita Vincenzo Caccia, 57enne di Cazzano Sant’Andrea che è morto in un’azienda agricola di Brembilla dove era impegnato in un lavoro edile. Sul posto le forze dell’ordine - i Carabinieri di Zogno - e i soccorsi, con l’intervento anche dell’elicottero del 118 oltre ai tecnici dell’Ats.

Dalle prime informazioni pare che l’uomo sia caduto da circa tre metri e mezzo mentre stava eseguendo alcuni lavori edili. Caccia era infatti titolare di un’impresa edile di Cazzano Sant’Andrea, dove viveva. «Stava procedendo a compattare una gettata di calcestruzzo appena effettuata all’interno di due pannelli prefabbricati. In particolare stava utilizzando un apposito vibratore posizionandosi sopra il cordolo dei pannelli, senza alcuna opera provvisionale (ponteggio o altro) a protezione, quando è precipitato da un’altezza di tre metri procurandosi lesioni mortali» fanno sapere da Ats.

L’uomo è morto sul colpo e sarà l’autopsia a spiegare se la caduta è stata causata da un malore. La salma è stata trasferita all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

«È importante sottolineare che la caduta dall’alto è purtroppo una delle modalità più ricorrenti per gli infortuni mortali in Regione Lombardia e, particolarmente, in edilizia - ha commentato il tragico incidente Sergio Piazzolla, dell’Ufficio Direzione Uoc Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats -. A scopo preventivo è bene ricordare che i lavori in altezza, in genere quelli dove il lavoratore opera sopra i 2 metri, vanno eseguiti con l’utilizzo di adeguati dispositivi anticaduta, che siano di tipo individuale, come l’imbragatura che va indossata dall’operatore e collegata al sistema di aggancio e trattenuta, o di tipo provvisionale, come il ponteggio o il trabattello con parapetti di sicurezza».

«Oggi la nostra provincia piange il 20esimo infortunio mortale da inizio anno di lavoratori bergamaschi - fanno sapere in una nota i sindacati bergamaschi, in una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil -. Di questi 12 sono accaduti in ambito lavorativo e 8 in itinere o infortuni stradali. Dato drammatico a cui non possiamo e dobbiamo abituarci. Prevenzione e formazione accompagnate dall’utilizzo dei mezzi di protezione individuale, sono le condizioni necessarie a garantire un lavoro sicuro e di qualità. In tal senso i drammatici eventi del 2019 ci indicano che c’è ancora molto da fare e l’azione di sorveglianza dei organismi competenti va rafforzata. Cgil, Cisl e Uil di Bergamo sono vicino ai familiari di Vincenzo, deceduto nel tragico infortunio di in Val Brembilla».


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