Maltempo, 20 milioni di danni a Bergamo Grave la situazione a Branzi - Il video

Maltempo, 20 milioni di danni a Bergamo
Grave la situazione a Branzi - Il video

La Bergamasca è la zona più colpita dopo Brescia. E i danni sono stimati a circa 20 milioni di euro. Gravissima la situazione di Branzi: impressionante questo video che mostra la situazione dall’alto:sopra la parete rocciosa e fino alla frazione Cornello ci sono centinaia di alberi, in particolare abeti, sradicati o spezzati, massi e terra che potrebbero muoversi raggiungendo la provinciale sottostante, ma anche le abitazioni di via Ripe e via Castello, proprio in paese.

Salgono a 56 milioni di euro le stime dei danni in Lombardia causati dal maltempo di fine ottobre. Ad annunciarlo in chiusura dei lavori del Consiglio regionale è stato l’assessore regionale al Territorio e alla Protezione Civile, Pietro Foroni, chiarendo che «43 milioni di euro ai danni di strutture e beni pubbliche e 13 milioni di euro ai danni di strutture private». La provincia più colpita è Brescia, con oltre 21 milioni di euro di danni. Ma subito dietro si piazza la Bergamasca con circa 20 milioni di euro, Sondrio con oltre 7 milioni di euro di danni e a seguire gli altri territori.

Dal primo monitoraggio svolto dalla Regione, sono 39 i Comuni bergamaschi, dalla montagna alla pianura, che hanno subìto danni, per un totale stimato di circa 16 milioni di euro (ma la cifra è in continuo aggiornamento e già ieri sera era arrivata a 20 milioni).

In testa ci sono Calcio, con quasi quattro milioni di euro di richiesta (di cui 900 mila euro da privati), seguito da Branzi, con due milioni e mezzo di euro, quindi Vilminore, con un milione e 130 mila euro. Il territorio montano (Val di Scalve e Val Brembana in testa) e la Bassa orientale (lungo la fascia da Calcinate a Pumenengo), a conti fatti, sembrano essere le zone più colpite.

Tra i Comuni ancora oggi in stato di allerta c’è Branzi. Nel capoluogo della Val Fondra, a oltre una settimana dal nubifragio, resta ad alto rischio la strada provinciale che dal bivio per Carona sale a Valleve, nel tratto di circa 300 metri peraltro interessato negli ultimi anni da lavori di allargamento della carreggiata. «Sopra la parete rocciosa e fino alla frazione Cornello – spiega il sindaco Gabriele Curti – ci sono centinaia di alberi, in particolare abeti, sradicati o spezzati, massi e terra che potrebbero muoversi raggiungendo la provinciale sottostante, ma anche le abitazioni di via Ripe e via Castello, proprio in paese». Una situazione, quindi, per nulla tranquilla, sia per la viabilità, sia per le abitazioni. Tanto che nella richiesta del Comune alla Regione si evidenzia «l’importanza e l’urgenza delle opere di mitigazione del rischio».


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