Saluti dai - 20° di Rovaniemi, Lapponia Due bergamaschi all’ultramaratona
Ronnie Carrara e Giovanni Bonazzi, primo e secondo da sinistra, al via sabato 18 febbraio

Saluti dai - 20° di Rovaniemi, Lapponia
Due bergamaschi all’ultramaratona

È partita sabato mattina competizione ai limiti dell’impossibile a cui prendono parte Giovanni Bonazzi e Ronnie Carrara.

È la «Rovaniemi 300», ovvero trecento chilometri in Lapponia, di cui la metà in solitaria, a meno 20 gradi e in tappa unica. La partenza nella mattinata di sabato 18 febbraio (e la foto si riferisce allo start) insieme ai colleghi della 150 chilometri, gara disputata l’anno passato dai nostri due portacolori: Bonazzi vinse l’edizione riservata agli sciatori e ciò gli ha garantito l’iscrizione gratuita quest’anno, risparmiando 450 euro. Per tagliare il traguardo avranno a disposizione 120 ore. Sembrano molte, ma le nevicate degli ultimi giorni potrebbero rendere infernale la loro avanzata. Che, peraltro, non avverrà in coppia perché Bonazzi parteciperà con gli sci ai piedi, intervallando quelli da classico e alternato, mentre Carrara si servirà di una fat-bike, cioè una mountain bike con pneumatici molto più grandi della norma.

Giovanni Bonazzi

Giovanni Bonazzi

Bonazzi è vigile del fuoco al distaccamento di Clusone, ma è originario di Gandino e abita ad Ardesio: Carrara è di Serina e fa il bancario. Tutti i concorrenti devono portarsi dietro un sacco a pelo per temperature estreme, un materassino, una lampada frontale, un fornelletto con cui bollire l’acqua e sciogliere la neve, oltre al cibo di cui si nutriranno durante la gara. Bonazzi metterà tutto in una slitta di oltre 20 chili che moltiplica il suo sforzo: «Mi porto cinque buste di cibo liofilizzato e dei noodle in scatola, pane e salame, qualche bustina di caffè e anche un paio di birre. L’anno scorso la sognavo al 50° km ed è l’ideale per cambiare il sapore in bocca ed evitare la nausea data dall’assunzione degli integratori. Spero solo che non ghiaccino».

Ronnie Carara

Ronnie Carara

Carrara ha già pianificato le soste: «Ho in mente di farne di un paio d’ore, per mangiare e riposare. Non voglio assolutamente fermarmi per 4 ore di fila. Il primo stop è pianificato per l’80° km, sempre che le condizioni non siano perfette e quindi ne esca una gara veloce». Diversa la strategia di Bonazzi: «Spero di fermarmi per dormire solo intorno al 180° km: prevedo una sosta di 4 o 5 ore e di fare il resto del percorso senza altre soste. Mi preoccupa molto il freddo alle mani: avrò 7 paia di guanti (vanno cambiati quando si bagnano perché rischiano di ghiacciarsi, ndr) più delle grandi muffole di sicurezza, un prototipo che mi permette di mantenere il guanto impugnato sul bastoncino ma anche riparato».


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