Rogo in Val Taleggio, bruciati 5 ettari «Probabilmente un atto doloso»
Elicotteri in azione in Valle Taleggio

Rogo in Val Taleggio, bruciati 5 ettari
«Probabilmente un atto doloso»

Elicotteri in azione per tutta la mattinata di giovedì 6 febbraio per arginare l’incendio divampato nella serata di mercoledì 5 febbraio. Il post del presidente della Comunità montana.

Gli elicotteri si sono alzati in volo per tutta la mattinata di giovedì 6 febbraio per arginare il vasto incendio divampato nella serata di mercoledì, intorno alle 20, negli Orridi della Valle Taleggio, in territorio di San Giovanni Bianco. Le fiamme sopra la galleria «Le Gole», partendo dalla strada vecchia che costeggia il torrente Enna. Verso le 21,30 di mercoledì la strada provinciale è stata chiusa al traffico. Dal versante iniziavano a cadere sassi.

Le fiamme sono state favorite dal vento. Dallo stesso punto era partito anche il vasto incendio, quasi certamente di naturale dolosa, che nel marzo dello scorso anno, aveva poi mandato in fumo diversi ettari del monte Cancervo. Da un primo bilancio pare che sia stata toccata dal fuoco un’area di circa 5 o 6 ettari. L’incendio è stato domato. Mercoledì sera sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Zogno, che hanno provveduto a spegnere la parte di incendio più vicina alla strada. Presenti stamattina i volontari antincendio della Comunità montana Valle Brembana che hanno allestito le vasche per l’approvvigionamento delle acque. In azione due elicotteri della Regione e un elicottero «Erickson» antincendio. Intorno alle 14 di giovedì è stata anche riaperta la strada degli Orridi.

«Anche questa volta le fiamme sono state domate – ha scritto il presidente della Comunità montana, Jonathan Lobati, in un post affidato a Facebook – grazie anche al perfetto coordinamento tra le nostre squadre antincendio e al lavoro di ben tre elicotteri, a cui va il nostro grande ringraziamento. Non deve passare in secondo piano invece la notizia che anche questa volta si è probabilmente trattato di un atto doloso. Confido nel lavoro dei carabinieri forestali». Dunque, ci sarebbe la mano di qualcuno dietro al rogo, non il primo in quella zona.


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