Capannone distrutto dal maxi incendio Costa di Mezzate, via alla demolizione
Una ruspa al lavoro nell’azienda

Capannone distrutto dal maxi incendio
Costa di Mezzate, via alla demolizione

Giovedì 20 agosto all’azienda di autotrasporti e logistica Pezzotta Saul di Costa di Mezzate al via i lavori di messa in sicurezza dello stabilimento bruciato nell’incendio divampato tra venerdì 31 luglio e sabato primo agosto.

Dopo il dissequestro di quel che resta del capannone dell’azienda di autotrasporti e logistica Pezzotta Saul di Costa di Mezzate, distrutto nell’incendio accaduto tra venerdì 31 luglio e sabato primo agosto, oggi sono iniziati i lavori di messa in sicurezza dello stabilimento bruciato. L’intervento prevede la demolizione del fabbricato pericolante, anche se una parte era già crollata a distanza di poche ore dal rogo. I danni sono ingenti, tutto il magazzino e il deposito sono stati distrutti, tranne gli uffici rimasti integri. Ieri i vigili del fuoco erano ancora sul posto a monitorare l’area. «La demolizione del fabbricato pericolante – ha spiegato ieri il sindaco Luigi Fogaroli – consentirà lo smassamento delle macerie da parte dei vigili del fuoco. Dall’azienda hanno presentato il progetto di messa in sicurezza dell’area in anticipo di una settimana, inizialmente la presentazione era prevista per il 19 agosto». Mercoledì mattina c’era già il macchinario sul posto, i lavori preliminari sono già iniziati in vista dell’intervento vero e proprio di oggi.

I veicoli distrutti dalle fiamme

I veicoli distrutti dalle fiamme

Intanto, come segnalato da alcuni residenti, non si è ancora placato del tutto il fumo sotto le lamiere bruciate. «C’è ancora fumo e odore acre – ha confermato ieri Fogaroli – ma secondo la relazione presentata da Arpa Lombardia sui monitoraggi effettuati sulla qualità dell’aria, non si sono rilevate situazioni di particolare criticità». La relazione di Arpa è stata comunicata ai Comuni della zona, da Montello a Bolgare, e ai vigili del fuoco di Bergamo. A causa della presenza del fumo e dell’odore acre nella zona, Ats non ha ancora autorizzato il rientro a casa degli sfollati. Sono venti residenti, cinque famiglie di stranieri, che abitano nella cascina Valsecchi vicina al capannone bruciato. Sono accolte e rifocillate alla sede degli alpini e al vicino centro sportivo del paese.

Il video dei soccorsi nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto.


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