Endine, divieto di andare sul ghiaccio Sabato sul lago c’era chi pattinava - Foto
Lo scatto sabato pomeriggio 16 gennaio

Endine, divieto di andare sul ghiaccio
Sabato sul lago c’era chi pattinava - Foto

Dopo che una prima lamina aveva iniziato a formarsi nella notte tra lunedì e martedì, il ghiaccio ha preso consistenza ed è arrivato ad avere uno spessore, a riva, di quattro o cinque centimetri.

Cento persone, forse il doppio sabato pomeriggio attorno alle 16 sulla superficie ghiacciata del lago di Endine fra Monasterolo del Castello e Spinone, quella che rimane in ombra più a lungo e quella dove le temperature sono più fredde, favorendo così il fenomeno naturale che incanta, ma che rappresenta anche un pericolo per chi decide di avventurarsi per una camminata sopra la lastra.

Primi pattinatori sul lago ghiacciato in uno scatto di sabato 16 gennaio

Primi pattinatori sul lago ghiacciato in uno scatto di sabato 16 gennaio

Dopo che una prima lamina aveva iniziato a formarsi nella notte tra lunedì e martedì, il ghiaccio ha preso consistenza ed è arrivato ad avere uno spessore, a riva, di quattro o cinque centimetri. Se la misura sia sufficiente per essere al sicuro, è impossibile affermarlo: non esistono prove di validazione della tenuta di una superficie ghiacciata come quella del lago di Endine. Tenuto conto di questo dato di fatto, e sapendo di non avere le risorse umane necessarie per controllare tutti gli accessi al lago, i quattro Comuni del lago (Endine Gaiano, Ranzanico, Spinone e Monasterolo) da tre anni, al posto della precedente ordinanza di divieto d’accesso al lago, preferiscono pubblicare un avviso per informare residenti, visitatori e turisti dei pericoli e dei rischi connessi alla camminata sul ghiaccio.

Il lago ghiacciato, in uno scatto di sabato 16 gennaio

Il lago ghiacciato, in uno scatto di sabato 16 gennaio

«Li abbiamo appesi – spiega il sindaco di Monasterolo, Gabriele Zappella –. Osservando da riva, mi pare di poter dire che sia tutta gente del posto, residente nei Comuni del lago». A confermarlo ci sono anche alcuni elementi caratteristici di questo panorama invernale: le borse con i pattini da ghiaccio appoggiati a riva, qualche bicicletta spinta sul lago. Sulle sponde c’erano perlopiù famiglie a passeggio con i bambini, cani tenuti al guinzaglio, appassionati di fotografia che si dilettavano con il drone per una inquadratura dall’alto. «Pur non esistendo un’ordinanza di divieto – conferma Simone Scaburri, sindaco di Spinone – esiste un concreto pericolo poiché nessuno è in grado di classificare la qualità del ghiaccio. Rinnoviamo quindi l’invito a non salire».

Il lago è ghiacciato solo tra Spinone e Monasterolo, mentre l’acqua torna a riaffiorare tra la Casa del pescatore e Ranzanico; a San Felice e Endine, il ghiaccio è invece circoscritto e con uno spessore minimo. Se gli scorsi anni non era proprio possibile resistere alla tentazione di salire sul ghiaccio, gli amministratori invitavano chi arrivava da fuori a chiedere alle persone del posto per informarsi sui punti più sicuri e solidi, ben sapendo però che si rischia comunque. Quest’anno però oltre agli avvisi dei sindaci ci sono anche le regole della zona rossa, in vigore da domenica 17 gennaio. L’interpretazione di Scaburri è chiara: «In zona rossa non si può uscire liberamente, perché è autorizzata solo l’attività motoria nei pressi della propria abitazione». Partendo da questo, il sindaco di Monasterolo aggiunge: «Ciò dovrebbe evitare il verificarsi di quel che si vedeva gli anni scorsi, con migliaia di persone contemporaneamente presenti sul lago, molte delle quali provenienti anche da Milano».


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