Il lago che ghiaccia fa il giro dei social Endine, l’appello: non saliteci - Foto

Il lago che ghiaccia fa il giro dei social
Endine, l’appello: non saliteci - Foto

La prima lamina di ghiaccio in questo anomalo inverno, caldo sino a fine novembre e freddissimo negli ultimi dieci giorni, ha iniziato a formarsi tra domenica e lunedì; martedì mattina era già arrivata da sponda a sponda fra Spinone al lago e Monasterolo del Castello, ma il «vero» ghiaccio del lago di Endine ancora non si è visto.

Così mancano all’appello anche gli appassionati e i camminatori che lo sfruttano come pista di pattinaggio. Quest’anno poi le limitazioni imposte dalla lotta contro il Covid-19, che vietano assembramenti e spostamenti non necessari, dovrebbero impedire le scene viste gli anni scorsi, con migliaia di persone contemporaneamente presenti sullo strato ghiacciato.

«La lastra – conferma Simone Scaburri, sindaco di Spinone al lago – è sottilissima, ma è stata sufficiente per innescare subito il tam tam sui social network: ho visto già tantissime fotografie, c’è chi domanda con un messaggio o telefona direttamente per chiedere se si può venire e salire sul lago ghiacciato. La risposta è no, e le ragioni sono due. La prima, di carattere ambientale, è che ci troviamo all’inizio di una fase di gelo e tra l’altro le temperature di oggi e domani (martedì e mercoledì, ndr) sono in risalita; solitamente il lago inizia a ghiacciare attorno a Natale, mentre quest’anno il fenomeno ha iniziato a manifestarsi soltanto adesso. Se arrivasse l’ondata di gelo, portando alcune notti e alcune giornate consecutive con temperature sotto lo zero, soltanto allora la lastra di ghiaccio diventerà più solida».

Solida però non coincide con sicura: «Accedere al lago ghiacciato è sempre molto pericoloso, anche quando sembra che la superficie sia alta diversi centimetri. Noi sindaci del lago di Endine da tre anni abbiamo abrogato le ordinanze che vietavano l’accesso al lago ghiacciato, preferendo puntare su un’attività di informazione e di prevenzione. Per questo, andremo ad installare i cartelli».

La seconda ragione che dovrebbe consigliare di stare alla larga dal lago ghiacciato è legata all’emergenza sanitaria provocata dal Sars-CoV-2: «Credo che anche per questo non rivedremo le folle del passato – aggiunge Scaburri – anche se sappiamo che nelle pieghe dei vari Dpcm c’è la possibilità di spostarsi nel raggio di 30 chilometri dalla propria abitazione o di svolgere attività motoria: insomma, la possibilità di arrivare al lago esiste, ma salute e sicurezza vengono prima di tutto. Per la salute collettiva, è meglio evitare di creare assembramenti; in nome della sicurezza ricordo che il lago ghiacciato è spettacolare e affascinante anche da riva per una camminata e una fotografia».

È quello che hanno fatto anche martedì molti residenti dei comuni del lago (oltre a Spinone e Monasterolo, anche Ranzanico e Endine Gaiano), che hanno passeggiato sui tratti di lungolago. «Sono cresciuto con i pattini ai piedi – ricorda Mario Pettini, l’ex gestore della Locanda del boscaiolo, punto di riferimento per chi trascorre la domenica sul lago – ma quest’anno ha iniziato a fare freddo solo negli ultimi giorni. Per i prossimi giorni non credo che ci siano le condizioni per salire sul lago, ma dal fine settimana o all’inizio della prossima forse sì».

Per chi arriva da fuori, doveroso rivolgersi a gente del posto, come Antonio Lazzarini che martedì ha festeggiato il compleanno (72) concedendosi una passeggiata: «Abito qui a Spinone dal 1974 e in quegli anni mi ricordo che c’erano sopra il lago sette o otto auto. Ma era gente del posto, che conosceva bene la situazione. Oggi invece arriva gente da fuori che non conosce questo fenomeno: salire sul lago ghiacciato è come andare in montagna. Bisogna conoscerne i pericoli, valutarne i rischi, sapere come comportarsi». Altrimenti è meglio restare a casa.


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