Alzano, casa confiscata alla mafia
rinasce con il portierato sociale

La proposta del Comune di Alzano Lombardo per una casa di Nese confiscata alla criminalità organizzata nel 2008.

Alzano, casa confiscata alla mafia rinasce con il portierato sociale

Rimettere in gioco un bene confiscato alla mafia grazie a un progetto di portierato sociale: questa è la proposta del Comune di Alzano Lombardo, avviato in collaborazione con la Cooperativa sociale Aeper, che si rivolge ai giovani di età compresa tra i 22 e i 28 anni per orientarli a costruire opportunità concrete di inserimento lavorativo e di promozione della loro autonomia.

La casa, che si affaccia su piazza Berizzi a Nese, ma censita in via Paleocapa al civico 73, è stata confiscata alla mafia circa otto anni fa ed era gravata da un mutuo. Quindi lo Stato l’ha consegnata il 14 febbraio 2008 all’amministrazione comunale che, saldato il mutuo dopo un accordo con la banca, ha deciso di utilizzarla per scopi sociali. I giovani che aderiranno al progetto dovranno porre particolare attenzione agli anziani soli, alle famiglie disagiate, alle persone in condizioni di fragilità, oppure dovranno intervenire a supporto di alcuni servizi comunali o territoriali. Quindi, un gruppo di tre/quattro ragazzi vivrà per un anno nell’appartamento dato in usufrutto gratuito dal Comune di Alzano Lombardo, garantendo un numero di ore settimanali di azioni a supporto del benessere dei cittadini alzanesi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA