Gazzaniga: scontro tra bus, studente morì Chiesti 12 anni in abbreviato per l'autista
Il luogo dell’incidente (Foto by fronzi)

Gazzaniga: scontro tra bus, studente morì
Chiesti 12 anni in abbreviato per l'autista

Oggi, venerdì 7 giugno, in udienza preliminare. L’accusa è di omicidio colposo. Chiesto anche il processo per tre vertici della Sab, mentre la società, che ha risarcito la vittima e i due ragazzi feriti, ha proposto un patteggiamento articolato in più punti.

Dodici anni di reclusione. È questa la richiesta di condanna formulata oggi, venerdì 7 giugno, dal pubblico ministero Giancarlo Mancusi a carico di Aliou Gningue, 58 anni, l’autista dell'autobus che finì contro un altro mezzo nel piazzale dell’autostazione di Gazzaniga, il 24 settembre dell’anno scorso, provocando la morte di Luigi Zanoletti, studente di 14 anni, e il ferimento di altri due ragazzi, Paolo Marzupio, allora sedicenne, e Simone Bigoni, che all’epoca aveva 14 anni, anch’essi studenti. L'istanza, in rito abbreviato (cioè con uno sconto di pena) è stata formulata durante l’udienza preliminare davanti al giudice Massimiliano Magliacani. Secondo l’accusa, Gningue, accusato di omicidio colposo, «provocava la collisione con l’autobus di linea Ma AG A20 con conseguente decesso di Luigi Stefano Zanoletti e lesioni gravi per Paolo Marzupio e per Simone Bigoni». Il tutto «per colpa, consistita in imprudenza e negligenza, immettendosi sul piazzale della stazione degli autobus a velocità sostenuta e non prudenziale e senza prestare attenzione e concedere la dovuta precedenza». La difesa dell’autista , avvocati Michelle Vavassori e Paolo Corallo, dal canto suo, ha invece insistito sulle gravi omissioni – a suo dire – da parte di Sab in relazione alla segnaletica e alla gestione dell’area dell’incidente.

Il pm ha poi formulato tre richieste di rinvio a giudizio nei confronti di altrettanti vertici della Sab, a loro volta accusati di cooperazione in omicidio colposo: si tratta del presidente del Cda Angelo Costa; di Massimo Gandini, datore di lavoro dell’autista nonché tra i redattori del Piano di valutazione rischi dell’azienda; Moraldo Bosini, responsabile del Servizio di prevenzione e protezione della società. I tre, stando al pm, avrebbero omesso di «adottare e attuare – efficacemente e preventivamente – misure e modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire il reato». In particolare, ha contestato l’accusa, non avrebbero tenuto conto «della presenza di un percorso pedonale (...), percorso astrattamente destinato al solo personale Sab, ma in concreto privo di segnaletica verticale che ne indicasse la destinazione riservata e ne vietasse l’uso al pubblico, anzi addirittura ingannevole». Per l’accusa devono essere processati, la difesa – gli avvocati Luigi Chiappero (Torino) , Gianluca Quadri, E Giuseppe di Maria (Palmi) – invoca invece il non luogo a procedere, sostenendo che tutte le misure di sicurezza necessarie erano state attuate e puntando il dito contro la condotta imprevedibile dell’autista.

Resta poi la società, indagata come persona giuridica, nella persona del rappresentante Luca Paolo Del Barba, a cui è contestato l’illecito amministrativo per mancata attuazione del piano di prevenzione rischi. Il tutto «in ragione del risparmio di spesa», sempre in relazione al reato di omicidio colposo. Il legale, Alberto Borbon (Torino), legali hanno proposto un «patteggiamento», che comprende il risarcimento alla vittime (un milione di euro per la vittima, Zanoletti, mezzo per Marzupio, ferito più gravemente, e 50 mila per Bigoni), l’obbligo di ridefinire il Piano di sicurezza relativo all’area dell’autostazione di Gazzaniga, oltre a una sanzione pecuniaria di 16 mila euro.

LA NOTA DI SAB

«I legali degli indagati dell’azienda hanno presentato oggi le posizioni dei propri assistiti e ribadito che la tragedia avvenuta a Gazzaniga sia stata un episodio non imputabile a una responsabilità dei dirigenti della stessa – ha fatto sapere Sab –. Gli avvocati hanno confermato l’avvenuto risarcimento di tutte le famiglie dei ragazzi coinvolti, che hanno rinunciato a costituirsi parte civile nel processo. Consapevole del fatto che nessuna somma sarà mai sufficiente ad alleviare il dolore delle famiglie, la società ha nel corso di questi mesi avviato un dialogo con tutte le istituzioni locali e l’Istituto scolastico, al fine di ascoltare le loro richieste e presentare il miglior progetto di riqualificazione della stazione, compatibilmente con gli spazi e il territorio».

Su tutte le richieste il giudice deciderà venerdì prossimo, 14 giugno.


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