«Vigili del fuoco, anche io pompiere
In divisa nel ricordo di mio papà»

La storia di Christian Bertocchi, 28 anni: ha scelto di seguire le orme di Cesare, morto a 46 anni in servizio.

«I vigili del fuoco sono come una grande famiglia, ne ho avuto la dimostrazione». C’è un senso di appartenenza che va al di là del semplice spirito di corpo per Christian Bertocchi, 28 anni, residente a Cazzano Sant’Andrea, che dall’aprile 2013 è diventato vigile del fuoco permanente ed è ora aggregato alle squadre del Comando provinciale di via Codussi a Bergamo, dopo un primo periodo all’aeroporto di Orio al Serio.

Quella mostrina «C. Bertocchi» che ha sfoggiato due anni fa sulla divisa, al termine del corso di addestramento di sei mesi al centro nazionale di Roma Capannelle, è idealmente anche quella di un altro «C. Bertocchi»: Cesare, suo padre.

Purtroppo Cesare se n’è andato quando aveva appena 46 anni, morto tragicamente mentre da vigile del fuoco volontario del distaccamento di Gazzaniga, accorreva, alla guida di un’autobotte, in supporto alle squadre impegnate a spegnere un incendio. La tremenda collisione a un incrocio, a Colzate, con un autoarticolato fu purtroppo fatale. «Sono cresciuto – racconta Christian – con una profonda ammirazione per i vigili del fuoco. Non era il diffuso fascino per mezzi e divise, ma la consapevolezza di quanto questo mestiere condensasse il senso di generosa solidarietà che ha sempre distinto mio padre in ogni attività». Dopo la scuola Christian aveva lavorato per alcuni anni in un’impresa di lavori stradali, ma dopo il 2007 l’idea di entrare far parte dei vigili del fuoco nel ricordo di papà Cesare ha preso forma in maniera sempre più concreta. «A livello economico c’era addirittura da rimetterci – spiega – ma ho privilegiato una vera e propria scelta di vita. Ogni giorno senti di far parte di una grande famiglia e comprendi che la professionalità e l’addestramento sono elementi essenziali per completare anche le missioni più normali. Ci sono l’esperienza dei superiori e dei più anziani, la necessità di un lavoro di squadra, perché a volte si dipende l’uno dall’altro per difendere la propria incolumità e risolvere le urgenze, ma c’è anche la sensazione forte e primaria di poter offrire sicurezza alle persone. È il mio modo quotidiano per rendere omaggio alla memoria di papà Cesare e ne sono orgoglioso».

Christian ha ottenuto con il corso allievi la certificazione di primo grado, ma non esclude di lavorare nel prossimo futuro ad altri corsi. «È un miglioramento professionale e personale – aggiunge – sicuramente utile. Il quarto grado prevede addirittura la specializzazione “movimento terra”: tornerei al mio primo lavoro, ma soprattutto alla possibilità di intervenire, per esempio, nel caso di calamità sismiche, per cui Bergamo ha delega specifica». Cesare Bertocchi, originario di Leffe, nel novembre del 2007, fu insignito dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano della medaglia d’oro al valore civile quale «fulgido esempio di elette virtù civiche ed encomiabile spirito di servizio spinti sino all’estremo sacrificio». In suo onore, ogni anno, il distaccamento di Gazzaniga organizza un ricordo speciale. «A casa – racconta Christian – conservo il suo elmo. Avevo il desiderio di utilizzarlo durante il servizio, ma purtroppo l’aggiornamento delle dotazioni l’ha messo fuori norma. In esso resta il suo impegno pluriennale da volontario, l’attenzione e la passione che metteva in ogni attività e che mi aiuta ogni giorno, non solo nel lavoro». Christian è impegnato attivamente nello sport, da sempre «portierone» delle squadre dell’oratorio Csi. Quest’anno era la volta buona per passare «federale» a Clusone fra i dilettanti, ma un brutto infortunio a una caviglia ha mandato all’aria i piani. «Spero di riprendere al più presto il lavoro – aggiunge – la vita in caserma mi manca molto, è davvero una seconda casa».

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