La valle Seriana piange Luana Provinciale a rischio, promesse a vuoto
Il tratto di strada provinciale della Val Seriana, a Casnigo, dove sabato ha perso la vita la giovane barista

La valle Seriana piange Luana
Provinciale a rischio, promesse a vuoto

Sentimenti forti, segnati da incredulità e rabbia per l’ennesima tragedia della strada. All’indomani dello schianto che sabato è costato la vita a Luana Rossi, 25 anni di Casnigo, sono in molti a segnalare il tremendo tributo di vite preteso negli ultimi decenni dalla provinciale della Val Gandino.

La storia di Luana che si preparava alle nozze, fra pochi mesi, con il fidanzato Mattia, ha commosso le comunità della Valle. Da Casnigo, dove era nata, a Peia, dove aveva da poco fissato la residenza, sino in alta Valle dove lavorava come barista al Costa d’Oro di Rovetta è tutto un susseguirsi di ricordi struggenti, solo in minima parte affidati alle pagine dei social network. La salma di Luana è composta nella camera mortuaria della Casa San Giuseppe a Casnigo, in attesa della veglia di preghiera di lunedì sera alle 20 e dei funerali, programmati martedì alle 14,30 nella vicina parrocchiale di San Giovanni Battista.

Luana Rossi in una foto tratta dalla pagina Fb del Coro Idica

Luana Rossi in una foto tratta dalla pagina Fb del Coro Idica

Molti si sono stretti attorno a papà Massimo, dipendente della Promatech di Colzate, e a mamma Miriam, che sabato nelle ore dell’incidente era impegnata sul lavoro alla casa di riposo di Gandino, dove si svolgeva l’inaugurazione del nuovo treno terapeutico. La notizia del tragico incidente già circolava tra i presenti, ma solo più tardi la donna ha avuto la conferma che la vittima era la figlia.

L’incidente mortale di Casnigo

L’incidente mortale di Casnigo

L’incidente ha riaperto le polemiche riguardo alla sicurezza della provinciale della Val Gandino, che soprattutto nel tratto di circa tre chilometri fra Fiorano e Leffe (che corre per la quasi totalità in territorio di Casnigo) conta una ventina di vittime negli ultimi decenni. «Non bisognava essere dei preveggenti - si legge in uno dei tanti post su Facebook -, ma alla fine ci è scappato l’ennesimo morto. Continuare a non fare nulla è stupido, assurdo. Le promesse a vuoto non bastano più, chi può faccia qualcosa».


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola lunedì 29 febbraio 2016

© RIPRODUZIONE RISERVATA