L’uomo che raccontava il sottosuolo Addio a Daniele Ravagnani
Daniele Ravagnani

L’uomo che raccontava il sottosuolo
Addio a Daniele Ravagnani

Originario di Ardesio, fu uno dei primi geologi della nostra provincia. Il reporter Fornoni: «Uomo onesto, di cultura, con grande senso di correttezza».

Grande cordoglio ha suscitato, ad Ardesio, in valle Seriana e in Bergamasca, la notizia della scomparsa di Daniele Ravagnani, che è stato uno dei primi geologi a mettere a disposizione, per anni, le sue profonde competenze a privati cittadini e, soprattutto, a enti pubblici bergamaschi e di altre province.

Nel febbraio scorso a Villa d’Ogna, dopo una conferenza sulla geologia dell’alta Valle Seriana, organizzata dal Gruppo di azione locale, aveva confidato a un gruppo di amici: «In questa valle sono giunto subito dopo la laurea e qui sono rimasto abitando prima a Gromo e quindi ad Ardesio. Qui ho conosciuto mia moglie Ilia, qui sono diventato padre di due figli. Nel corso degli anni, anche per la mia professione, ho imparato a conoscere i bergamaschi e ad amarli per la loro laboriosità, onestà e la loro grande umanità».

Ravagnani se ne è andato domenica 22 marzo all’ospedale di Piario, dove era stato ricoverato a causa di una insistente febbre. L’ultima sua telefonata alla moglie Ilia domenica mattina. Ricorda commossa: «Mi ha chiamato all’alba, dicendomi che andava tutto bene. Poche ore dopo l’ospedale mi ha comunicato della sua morte».

Daniele Ravagnani, classe 1949, era originario del Polesine. Laureatosi in geologia nel 1974 all’Università di Milano, con una tesi sulle mineralizzazioni uranifere In Italia e a Novazza di Valgoglio, dipendente Eni dal 1974 al 1985, periodo in cui ha ideato la prospezione radiometrica area dell’arco alpino nell’ambito dell’esplorazione geomineraria uranifera, è stato anche direttore dell’Istituto gemmologico italiano e , per sette anni, presidente dei geologi della Lombardia. Quindi libero professionista, con studio in Ardesio. Quello che tutti hanno sottolineato, ricordandolo, è stata, oltre alla sua grande professionalità, la sua profonda onestà. Così lo ricorda Giampietro Calegari, presidente della Comunità montana Valle Seriana: «Di lui ho un bel ricordo anche perché anni fa, nel corso del mio primo mandato in Comunità, era uno dei pochi geologi del nostro territorio. Lo apprezzavo per la sua preparazione, per la sua onestà e per la sua disponibilità»

Ravagnani era legato da profonda amicizia al reporter Giorgio Fornoni che, emozionato per la perdita dell’amico, dice: «Era persona che ha sempre fondato la sua vita sulla giustizia e sull’onestà. Onestà che perseguiva fino in fondo anche se, per questo, a volte ci rimetteva nel lavoro. Era uomo di cultura, amava la sua professione che esercitava con tanta competenza, in modo concreto e meticoloso. Non esitava a denunciare le ingiustizie, proprio per il suo senso di correttezza».

Alex Borlini, presidente Gal, così lo ricorda: «L’ho conosciuto e stimato come un maestro umile, disponibile, in grado di comunicare le cose difficili con parole semplici. Aveva un’immensa passione per la sua professione, sempre esercitata con grande senso di giustizia. Ci mancherà».

Guido Fornoni, già sindaco di Ardesio racconta di Ravagnani: «Ho conosciuto Daniele nelle vicende dell’uranio di Novazza. Ha iniziato la sua collaborazione con il Comune di Ardesio predisponendo lo studio geologico ambientale del Prg che, per l’epoca, era una novità assoluta. Il suo rapporto con noi poi si è rafforzato quando ha contribuito alla parte geologica della pubblicazione comunale “Guida al territorio di Ardesio”. Fu poi per suo merito che riuscimmo a realizzare il “Museo etnografico dell’alta valle Seriana”, del quale divenne il primo Conservatore. Quando fui presidente della Comunità montana collaborò con noi nella pubblicazione della relazione geologica “Sul sentiero dell’alto Serio”. Lo rimpiangeremo, anche perché ha lasciato un segno importante nella cultura locale».


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