Malore durante la festa della Bergamo 59 Guerini resta in prognosi riservata

Malore durante la festa della Bergamo 59
Guerini resta in prognosi riservata

Le sue condizioni sono stazionarie e resta in prognosi riservata Vincenzo Guerini, dopo il malore di venerdì durante le celebrazioni ufficiali per il sessantesimo di fondazione per la «sua» Atletica Bergamo 59.

La festa si è trasformata in paura, in angoscia per uno dei più grandi protagonisti della storia dell’atletica bergamasca.Vincenzo Guerini – 68 anni, di Vertova – unico bergamasco capace di partecipare a due finali olimpiche nella regina di tutti gli sport (Monaco ’72 e Montreal ’76, entrambe in staffetta 4x100), da venerdì sera è ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo a seguito di un malore che l’ha colpito durante le celebrazioni ufficiali per il sessantesimo di fondazione della «sua» Atletica Bergamo 59, la società che ha in lui il proprio atleta più titolato di sempre.Le sue condizioni, sabato, restano gravi: è stazionario, in prognosi riservata.

Sembrava una serata di gioia e spensieratezza, quella iniziata attorno alle 18,15 all’interno del cinema Uci di Oriocenter (main sponsor del sodalizio cittadino): sul maxischermo erano state proiettate le immagini più belle della storia, e ad aprire l’appuntamento erano stati gli interventi di Giancarlo Bassi (presidente di Oriocenter), Achille Ventura (numero uno del club) e Alfio Giomi (presidente della Fidal nazionale). Il primo della lunga lista degli premiati è stato proprio lui, «Charlie» (nickname affibiatogli per l’abilità sui blocchi di partenza, simile a quella dello sprinter Usa Charlie Greene),chiamato sul palco da Paolo Marabini. Prima gli occhi visibilmente ludici, di fronte all’applauso della platea che aveva accompagnato la sua salita. Poi, una frase «Scusate, ma io non ce la faccio…», mentre gli chiedevano di spiegare quella che considerava la più grande impresa della carriera, ovvero il titolo italiano assoluto in staffetta 4x100 datato 1973 (gli altri erano Alemanni, Capra e Ghisdulich) conquistato tenendosi alle spalle in ultima frazione l’Aeronautica militare di Pietro Mennea, suo compagno nel quartetto della Nazionale. A quel punto, Guerini, si è accasciato al suolo perdendo conoscenza, tra lo sgomento delle circa 500 persone in sala che subito hanno capito la gravità della situazione. Nella tarda serata è stato sottoposto a un intervento chirurgico al cuore, che sembra andato a buon fine: la prognosi resta riservata.


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