Masso incombe su Novazza  «Useremo l’esplosivo»
La cima sotto osservazione sul monte Novazza: la parte sulla sinistra è quella a rischio (Foto by Foto studio Gea)

Masso incombe su Novazza

«Useremo l’esplosivo»

Individuato un macigno da 500 metri cubi sul Coregn del Presì a 1.450 metri. Rischia di cadere sulla strada comunale che porta alle miniere.

Un grande spettacolo naturale, ma anche un potenziale pericolo per i numerosi escursionisti che frequentano la zona e per lo stesso abitato della contrada di Novazza, frazione di Valgoglio. Desta allarme in particolare una delle formazioni rocciose del Coregn del Presì, quella che si innalza nelle vicinanze della roccia dove è stata posta la statua di una Madonnina: un enorme blocco, stimato in circa 500 metri cubi che appare in precarie condizioni di stabilità.

Secondo il geologo al quale è stato affidato lo studio dal Comune, sarebbe necessario l’utilizzo di microcariche esplosive per demolire la formazione rocciosa. «La demolizione dell’ammasso roccioso andrà eseguita attraverso l’utilizzo di miccia detonante ed acqua associata al sistema di micro cariche». Soddisfazione del sindaco Eli Pedretti per la rapidità con cui si è giunti allo stanziamento necessario, dopo le segnalazioni del caso al ministero.


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola il 26 gennaio

© RIPRODUZIONE RISERVATA